Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

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vedendosi scolpito in esso il Gallo, la Pecora, e la Borsa, e'l Caduceo: tutte cose attribuite, come si è detto, al Dio Mercurio; il simulacro del quale stà sopra vna base, nel mezo del Tempio, e vi si legge: IMP. VI. COS. III. S. C. RELIG. AVG. Quì miaccade il tiferire ciò, che intesi dal Signore Francesco Passeri Gentil'huomo Romano di ottime qualità, e delle cose antiche, e delle inscrittioni particolarmente, molto intendente. Affermaua egli di hauere veduto gli anni a dietro iscoperto da alcuni cauatori il Tempio suddetto entro certa vigna posta tra il Cerchio Massimo, e'l Monte Auentino, con l'Ara poco minore de'nostri Altari; ne'lati della quale stauano scolpiti il Caduceo, e'l Petaso: eraui la scalinata, che conduceua al Tempio nella forma, che si scorge entro la medaglia; e li quattro ter mini già detti, vedeuansi tuttauia piantati ne'lughi loro: ma in oltre, due piccole Piramidi di trauertino sorgeuano da gl' inferiori lati della scala; nell'vna delle quali era intagliata la seguente Inscrittione.
   Ex voto suscepto Q. diu erat neglectum, nec redditum incendior, ar cendorum causa. Quando Vrbs per nouem dies arsit Neronianis temporibus, & hac lege dicata est. Nè cui liceat intra hos terminos ae dificiũ extruere, manere, negotiari, arborem ponere, aliuduè quid serere; & vt Praetor, cui haec Regio sorti obuenerit, litaturum se sciat, aliusue, quis Magistratus Volcanalib. X. K. Sep. omnibus annis, vitulo, robio, & verre.
   Quindi si raccoglie, contra quello, che ne scrissero gl'Historici, che l'incendio posto in Roma da Nerone, continuò per noue giorni ad incenerirla, hauendone essi notati solamente sette. Se ne argomenta etiandio lo studio de gli Antichi intorno il culto, e la riuerenza douuta a'luoghi da essi stimati sacri; percioche non permetteuano, che nelle scalinate, o ne gli atrij, si fermassero persone a negotiare. Vna simigliante inscrittione lasciò, molto prima, scritta Aldo Manutio, affermando, ch'ella era apud Sanctum Petrum: potendosi argomentare da ciò, che in più luoghi di Roma ne fossero poste delle tali, per dimostrare facilmente il premere, che si faceua, che il decreto contenuto in essa, fosse noto, e da ciascuno osseruato. Il trouarsi detto Tem ??o di Mercurio impresso in medaglia di Marco Aurelio, dà segno assai ben chiaro, che fosse ristaurato da lui. Ma che stesse ap presso il Cerchio, lo testifica Ouidio nel v. de'fasti, mentre parla della festa di Mercurio in cotal guisa:
Templa tibi posuere Patres spectantia Circum
Idibus, ex illo est haec tibi sacra dies.


   Nel di più, che la inscrittione contiene, non sientra, per non tornare in proposito di questo luogo. Ben si dice, che essendo Mercurio stato, specialmente da Mercatanti, tenuto in veneratione, terminati, che essi haueuano i loro sacrifici nel Tempio, per la via Appia, e fuori della vicina porta Capena, si conduceuano all'acqua chiamata all'hora di Mercurio: e forse potè essere l'istessa, che hoggi si vede sgorgare dal gran canale nel luogo, detto la Caffarella; il quale è di struttura antica, e simile ad vn Tempio, con delle nicchie maggiori, e minori, che doueuano contenere delle Statue, solito ornamento de'luoghi antichi. Giunti iui prendeuano a vesta discinta, di quell'acqua con delle vrne, e de'vasi, e recatala alle case loro, ne aspergeuano con ramoscelli di alloro le Mercatãtie; porgendo in quel tanto efficaci preghiere al Dio Mercurio, che di tal forma anch'essi lauati, e mondi rendesse de gli spergiuri, delle bugie, de gl'inganni, e delle false inuocationi de gli Dei vsate nel vendere altrui le merci, tal fiata cattiue. Lo pregauano in oltre il conceder
loro

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