Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

214.

COS. III. S. C. la qual figura di Roma s'è veduta specialmente in Nerone.
   Volle etiandio il Senato, che ad honore di Adriano apparisse altra memoria della felicità
   35. di lui nella medaglia, con testa, e lettere: HADRIANVS AVG. COS. III. P. P. e la Dea Felicità, che tenendo nella sinistra il Caduceo, porge la destra all'Imperadore, che togato le stà dinanzi, leggendouisi: FELICITAS AVG. S. C. E'veramente felice il Principe, che senza sentir trauagli, mena sua vita, fino all'estremo, nello stato medesimo, nel quale nacque; ma felicissimo era Adriano, che gli affarisuoi, e quelli dell'Imperio conduceua con incredibile felicità.
   Appresso questo, appare vn segnale della religione di Adriano nel medaglione, contesta laureata, e titoli suddetti, che contiene la Dea Vesta sedente, col Palladio nella destra, e l'hasta, o face nella sinistra mano, consolamente: VESTA. Cotal Dea intesa pe'l fuoco, reca segnale di Religione; perche niunsagrificio si fà senza fuoco, & essa in tutti, prima di qualunque altro de gli Dei, era inuocata: e perche il Palladio denota Eternità, e nel Tempio di Vesta si serbaua il fuoco inestinguibile, & eterno, però le si faceua simil Palladio nelle mani: così fatto-simulacro, si è veduto in Galba.
   Può credersi, che nel ritorno di Adriano, egli non lasciasse di vsare della solita liberalità verso il Popolo, per souuenimento de'suoi bisogni, vedendosene il rincontro nella medaglia, con testa, e lettere: IMP. CAESAR TRAIANVS HADRIANVS AVG. P. M. TR. P.
   36. cos. e col palco, sopraui l'Imperadore sedente, che tenendosi appresso vna Donna in piedi, questa versa, dal Corno di Douitia, delle monete nelgrembo di persona togata, che stà in terra. Tal Donna dee essere la Liberalità: leggendouisi: COS. III. S. C. LIBERALITAS AVG. IIII. Questa è la Virtù principale, che rende grati i Principia'Popoli; massimamente, che stando appresso di essi le ricchezze, e dispensandole a coloro, che ne tengono bisogno, si rendono nel ciò fare simili a Dio, che è il vero, e singolare datore di tutti i beni.
   Appena giunto Adriano in Roma, non ricusando, per desiderio d gloria, fatica ne i pericoli, prese di nuouo il camino verso l'Africa, doue allogò molti beneficij. Fù tale la celerità di questo Principe, nel ricercare tanti paesi, e nationi, che non vi hebbe, chi lo auanzasse; per la qual cagione stimo, che si veggala medaglia, in cui rappresentan dosi la testa dell'Imperadore, con la corona radiata, e lettere: HADRIANVS AVGVSTVS, contiene
   37. nel rouescio il Cauallo Pegaseo, che con disciolte gambe, e con ale grandi, e distese, velocemente fà suo corso, nè altro vi si legge, che COS. III. S. C. Simile Cauallo, oltre, che da alcuni è tenuto, persimbolo dell'Africa, ci significa ancora la Fama, e la Gloria.
   Ma simigliante celerità pare, che traesse sua origine dalla sola vigilanza, con cui procuraua Adriano, che le cose dell'Imperio, e de'sudditi sortissero felicemente; e quindi giudico, che prendesse occasione il Senato di palesare tal concetto nella medaglia; in
   38. cui, oltre la testa, e lettere descritte, si vede nell'opposto lato vn Grifone, che mentre tiene amendue le gambe di dietro in atto di riposo, non tanto però in ciò si studia, che non si dimostri insieme pronto al correre, & al volare, hauerido l'ale distese in alto, e'l destro piede dinanzi alzato: quasi egli guardi con diligenza, o custodisca alcuna cosa, e che tratto tratto si moua, mostrando il sospetto in cui stà, che non gli sia tolta, e vi si legge: COS. III. S. C.
Terminati

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