Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

206.

ciascuna volta: segno euidente delle grandissime ricchezze di que'tempi, e della magnificenza, e gran liberalità de'Principi. La tauoletta, che si vede nelle mani della figura, intesa per la Liberalità, che stà su'Palchi, era anche essa detta Tessera, di forma per ogni lato, quadra; e v'erano de'punti, o delle piccole pallottine, che denotauano la quantità delle cose da distribuirsi in quel Congiario.
   Le diligenze suddette, e la liberalità vsata da Adriano, non hà dubbio, che gli apriuano la strada alla beneuolenza del Senato, e del Popolo, facendosi con piccolo capitale, gran guadagno da'Principi, lusingando isudditi con il buon gouerno, e co'doni; onde si mosse in quelli bene ardente il desiderio di vedere eternato il gouerno di lui, mentre il mezo, & il fine douessero a così fatti principij corrispondere. Il quale annuntio, che si può argomentare, gli facessero i Popoli, pare, che venga rappresentato nella medaglia, con testa cinta di corona radiata, e lettere: IMP. CAESAR TRAIANVS HADRIANVS AVG. P.
   10. M. TR. P. COS. P. P. hà nel rouescio vna Donna in piedi; la quale tenendo amendue le mani alzate, solleua con esse, due teste, l'vna dalla parte destra rappresenta il Sole co'suoi raggi, e l'altra dalla sinistra dimostra la Luna col titolo: AETERNITAS AVGVSTI. S. C. Descrissero gli Antichi la Eternità in più guise: ma l'esprimerla, secondo siraccoglie in tale medaglia, è assai vago, e pellegrino: la Donna può essere Tetide figliuola di Nereo Dio Marino, e Madre d'Achille, intesa anche per il Mare; la quale il Sole sù la mano destra, e la Luna sù la sinistra sostiene; perche fece Dio prima il Sole, e dapoi la Luna, e pose a questa i confini dell'Occidente, & a quello, all'incontro, nell'Oriente: chiamandosi in Cielo l'Oriente parte destra, e sinistra l'Occidente. Apparendo pertanto alla vista humana l'vscire di cotali due gran luminari dal Mare, & insieme la subordinata vicissitudine, nel Sole, enella Luna, mentre il lume dell'vno viene immediatamente seguitato dallo splendore, che riflette nell'altra, quindi l'eternità ci si rappresenta: volendosi, che amendue sieno perpetui genitori delle cose, e che per propria virtù, generino, conseruino, e diano nutrimento a'corpi inferiori: e gli Egitij tennero, che questi due lumi delmondo douessero perpetuare infiniti secoli, e che fossero conseruatori, e nudritori di tutte le cose, sotto diessi create.
   Simili honori erano, senza fallo, acutissimi stimoli all'animo d'Adriano di conseguire, col mezo della vircù, l'amore del Popolo; onde egli vsaua per ciò continui atti di liberalità, per gli effetti della quale decretò il Senato il bellissimo rouescio, che hauendo dali'opposto
   11. lato la testa laureata, con lettere: IMP. CAES. TRAIAN. HADRIANVS AVG. P. M. TR. P. COS. II, contiene l'Imperadore sopra d'vn palco a sedere, con tenersi appresso il Simulacro della Dea Liberalità, che d'ordine di lui, versa dal Cornucopia, molta moneta, a due figure, che stando in terra, si dimostrano attente al prendere quello, che intorno ad esse, và cadendo; con tale elogio: LOCVPLETATOR I ORBIS TERRARVM. S. C. Quasi, che Adriano, frà tutti gl'Imperadori, fosse stato egli solo, l'arricchitore del Mondo, senza essere in ciò da altri auanzato.
   Continuando Adriano nelle solite virtuose attioni, volle, che gli sbanditi di Roma, o coloro, che erano prigioni per debiti contratti col fisco, fossero assoluti, e restituiti alla patria: nè comportò, che li beni de'condannati si confiscassero per la sua Cam mera; anzi ordinò, che siponessero in publico, nè mai disdisse il fare giuste gratie ad alcuno, e la doue non poteua co'fatti, adempiua con le parole. A'Fanciulli, a'quali Traiano determi-
nò per

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