Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

204.

stezza, le allogarono dentro vnapalla d'oro sopra la Colonna, già alzata nel suo foro. Nell'anno primo dell'Imperio d'Adriano egli rilasciò molti Regni, e Prouincie acquistate dall'antecessore, per la solleuatione, che tutti fecero; e Psamatosiro, fatto da Traiano Rè de'Parti, non volendolo quelli vbidire, fù dalui impiegato al comando d'altri Popoli. Tornando Adriano in Roma, volle il Senato concedergli il trionfo, che de'Parti doueua il Padre condutre, & esso lo ricusò, ordinando, che l'Imagine di Traiano, fosse portata in quella pompa; accioche si godesse, anche in morte, del meritato honore. Mostrò il Senato il ragioneuole contento del suo ritorno, e ne decretò il segnale in medaglia, con
   5. testa, & inscrittione poc'anzi notata, che hà nel rouescio l'Imperadore togato in piedi, con dinanzi a sè Roma sedente, sopra dialcune spoglie militari, che appoggia la sinistra ad vn hasta, e porge a lui la destra, leggendouisi: PONT. MAX. TR. P. COS. II. ADVENTVS AVG. S. C.
   Viaggiu nse poscia l'altra medaglia, che oltre la testa, e caratteri descritti, dà a vedere
   6. la Dea Fortuna sedente, che tenendo, con la destra, il timone di Naue, sostiene con la sinistra il Cornucopia, e vi si leggono le stesse parole dell'altra, se non, che in vece di ADVENTVS AVG. vi stà posto: FORTVNAE REDVCI. Della Fortuna si dissero alcune cose in Nerua: main questa si dee più specialmente riferire, che le persone, da lungo viagg o ricondotte alle proprie case, a lei sacrificauano: stà a sedere, volendo denotare il riposo con seguito, e l'hauere ricuperato il possesso delle fortune, e de'beni. Le si fà il Cornucopia; il quale dimostra l'abbondanza delle cose, come altroue si è detto; volendosiintendere de'beni, alcuni dell'animo, altri del corpo, & altri esteriori, o della Fortuna; e tal volta si attribuiuano quelli del corpo, e gli altri dell'animo, alla Fortuna stessa, sotto la sedia della quale si soleua porre vna ruota: volendosi con ciò, dar a vedere, che ancora, che ella stia sedendo, è tuttauia mobile.
   L'honore del titolo di Padre della Patria, già attribuito dal Senato ad Adriano, e che nella medaglia di lui si era incominciato a vedere, egli ricusò; stimaudolo più proprio del PadreTraiano, che suo, nè volle per molto tẽpo vsarne. Non accettò dalle Città d'Italia il tributo solito darsi a'nouelli Imperadori, per fabricarne le corone d'oro; & iscemò quello, che haueuano per costume di contribuire l'altre Prouincie, giudicandosi altrettanto ricco, quanto si fossero serbate tali le Nationi a lui soggette. Isgrauò i Popoli de'nuoui tributi, e gl' inuentori di quelli licentiò. E perche la strettezza delle vettouaglie cagionaua carestia, fece ogni diligenza di prouederne; accioche in Roma non fusse conosciuta, & il Senato ne mostrò gratitudine, decretando la medaglia, che oltre la testa con tutto il petto,
   7. e lettere già dette, contiene di rouescio il Simulacro, in piedi, dell'Annona, la quale posando la destra su'l fianco, sostiene con la sinistra il Cornucopia, e le si vede a'piedi la misura detta Congio, con dellespiche di grano dentro, e col papauero; & vna prua di Naue appresso, leggendouisi: PONT. MAX. TR. POT. COS. II. e nel disotto: ANNONA AVG. S. C. Tal Simulacro dimostra l'abbondanza, e che per la diligenza vsata dall'Imperadore per terra, e per mare, questa non era per venire meno, e però vi stà la prua di Naue. Le spiche entro il Congio, denotano l'istesso; nè il papauero è inferiore simbolo dell'abbondanza, come altroue si è detto; poiche, ne gli anni fertili, molti se ne truouano per la campagna: oltre che è pur verità, che coloro, che sono proueduti divitto, possono meglio, e senza pensiero dormire.
Vi è

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