Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

189.

   22. di esso in più medaglie, si raccolgono, v'è quello della Claua d'Ercole posta soprail teschio d'vn Leone, con solite lettere. Simile Claua fecesi Ercole da per sè di Quercia, o di Oliuo siluestre: arbori, che danno segno di fermezza, e di forza, attribuendosi ciò a coloro, che seguono la virtù; la quale non s'acquista, senza lo stabilimento di superare molte difficoltà. Il teschio Leonino dimostra la fortezza dell'animo, e pare, che si voglia conchiudere, che di simiglianti virtù vsò Traiano in qualunque sua attione, intantoche ne fù pregiato etiandio da'Barbari, e da gl'Inimici suoi, e resta tuttauia celebre ne'presenti tempi.
   Frà l'allegrezze di tante feste, oltre li molti sagrisici fatti da Traiano a gli Dei, volle
   23. ancora fabricare loro de'Tempij; & vno ne fece specialmente a Gioue, che sù bellissimo, vedendouisi nel frontispitio tre Vittorie, come anche, nell'entrata, la statua di Gioue, ouero dell'istesso Imperadore sedente: ma, o per maggiore magnisicenza, o per meglio ageuolare l'adito del Tempio, vi si veggono congiunti da'lati, due ornati portici, sostenuti da doppio numero di Colonne: e come nel d'intorno d'vna medaglia, con testa di Traiano, si leggono li titoli disopra descritti; così nel rouescio si vede l'istesso Tempio, con elogio disopra notato.
   Ne edificò parimente vno, nel medesimo Consolato quinto, e potrebbe essere quello riferito da alcuni, che egli fece al Dio Incognito de'Romani: ouero l'altro, che fabricò a Marte, come a Dio della Dacia. Ma qualunque si fosse di questi, vedesi nel rouescio d'
   24. vna medaglia, contesta, e lettere descritte, il Tempio, con otto Colonne, e cinque Statue allogate su'l frontispitio, essendouene vna, nell'entrata, in piedi, che fà vista di quasi riempire il vano nel mezo da terra al superiore cornicione; & hà d'intorno l'istesse lettere già notate.
   Non in Roma solamente, ma in altre Città, per li felici successi di Traiano, in prò dell'Imperio, furono fatte gran feste, e sagrisici a gli Dei, rendendone loro le douute gratie, e supplicandoli di concedergli nuoue, e maggiori felicità. E perche si vede entro vn medaglione,
   25. la testa laureata, senza lettere, con sigura, nel rouescio, d'huomo in piedi, che fa vista di condurre, l'vno per lato, due Montoni, con alcune note Latine, ma di modo corrose, che non si leggono; l'hò nondimeno, come cosa rara, voluto portare in questo luogo; non potendo per mio credere, altro rappresentare, che quegli sia il Vittimario, che conduca la Vittima a sacrificare, e ciò potè, per auuentura, accadere in alcuna Città diuota a Traiano. Il quale sagrisicio di Montoni afferma Erodoto, che soleua farsi a Gioue nel giorno della sua festa; e ne fù la primiera cagione, che non volendo questi essere veduto da Ercole, che fuor di misura lo desideraua, vinto finalmente da'prieghi di lui, gli si mostrò coperto d'vna pelle di Montone; e quindi gli Egitij presero a fare il simulacro di Gioue, in cotal forma, chiamandolo Ammone. Sacrificato pertanto nella sua festa simile animale, e vestito poscia la Statua di Gioue della pelle di esso, lo trascinaua ad Ercole, & indi ben battuto lo scorticato Montone, quello era rinchiuso da gli astanti entro di vna sacrata vrna, e con riuerenza sepellito.
   O che fossero celebrati, per gloria di Traiano, li giuochi Olimpici, o altri simili, ne i
   26. quali soleuano gareggiare le Carrette; chiaro è, che la memoria di così fatti giuochi restò impressa entro il medaglione, con testa laureata, e lettere: TRAIANVS P. F. AVG. cioè Pius, Felix Augustus: hà nel rouescio vna Quadriga, sopraui vn huomo, che alzando
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