Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

168.

te: valendo l'vso della virtù, se nel tutto, & insino al fine, lo studio del conseruarla non si mantiene. Cadde dunque Domitiano nella nota di crudele, di rapace, e di temerario; e ciò per la ingiusta vccisione di molte persone Consolari, & altre, e fin di vn suo Zio: facendo prouare delitti non commessi, per impadronirsi delle sostanze loro: le quali pessime attioni non rettamente giudicate dall'imprudente, e crudo animo di lui, resero infruttuoso, quanto egli s'era già studiato di operare in prò del publico, e dell'Imperio; massimamente, che a tanta alterigia si condusse, che con temerario ardire, volle pareggiare se medesimo a Dio, mentre dettando vn Epistola in nome de'Procuratori suoi, giunse a dire nel principiarla: Il Signore, e Dio nostro comanda, che quello, che segue si faccia: e volle, che per l'innanzi nè parlando, nè scriuendo, ardisse alcuno di mentouarlo diuersamente. Tale sfrenato appetito d'huomo di niun termine contento, mostrò ben presto, che come la pietà è commendata in ciascuno; così all'impietà si ripara dalla Diuina giustitia con rigido castigo; conciosiacosache diuentato Domitiano a tutti, per tal conto odioso, permise Iddio, che da'suoi stessi famigliari, nell'età d'anni quarantacinque, e nel quintodecimo dell'Imperio, fosse vcciso.

169.
Domitia Augusta.


    B Enche per entro la vita di Domitiano sieno toccate alcune cose appartenenti a Domitia di Corbulone, che fù amata dall'istesso Imperadore, e presa per moglie, & hauutone vn figliuolo, che morto infante, fù da lui Deificato; hauendosi tuttauia hauuto modo di più particolarmẽte riporre quì la sua effigie tratta da vna medaglia del Signore Alessandro Rondanini; hò voluto soggiungere, che essendo verisimile, che dopo la Deificatione seguita del figliuolo, essa come Madre, non con la sola tenerezza, che reca con sè vn simile grado: ma col porgergli etiandio de'sacrifici, procurasse di fare apparire il suo cordiale affetto verso vn figliuolo, & vn Dio, secondo la falsa credenza di quei tempi, ciò fosse secondato con senso di adulatione dal Senato, concedendo, che per simigliante atto di pietà si stampasse la medaglia
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  · Census ID10066967: »Dupondius of Domitian (Domitia / Domitia, RIC 136) (owner: Angeloni)«

; nell'vn lato della quale stà effigiata Domitia, con lettere: DOMITIA AVG. IMP. CAES. DOMITIAN. AVG. cioè Domitia Augusta Imperatoris Caesaris Domitiani Augusti. e dimostra nell'altro vna Donna in piedi appoggiata con
   31. la sinistra mano ad vn hasta, che distende ad vn tempo la Patera con la destra sopra l'Ara, in atto di sacrificare; e vi si legge, DIVI CAESARIS MATER S. C. la quale effigie reca la cognitione
   32. più certa, che le medaglie di Donna, portate in Domitiano, furono fatte per essa Domitia; ma questa amando più il suo Paride Histrione, che non Domitiano, si crede, che per amore di quello, tenesse mano alla congiura ordita contra l'Imperadore, che ne restò morto.

170.
Giulia Augusta.


    V Olle Tito dare per moglie a Domitiano Giulia sua figliuola: ma perche questi si trouò inuaghito di Domitia, la ricusò: onde fù maritata a Sabino: ma viuendo ancora Tito, peròche a gli altri vitij hebbe Domitiano, congiunta in sommo grado, la libidine, vsò con l'istessa Giulia, e le tolse dapoi a suo Marito, fatto poco appresso ammazzare da lui per farla sua moglie. Indi costrettala ad isconciarsi, forse del parto, che con Sabino haueua conceputo, le cagionò la morte. Si vede l'effigie di essa Giulia in medaglia
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  · Census ID10068021: »Denarius of Titus (Iulia Augusta / Vesta, RIC 390) (owner: Angeloni)«


testa

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