Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

19.

20.
Alla Maestà Cristianissima
DEL RE LVIGI IL GIVSTO.


DEL SIGNOR ANGELITA SCARAMVCCIA.

A L chiaro lampeggiar de la tua Spada,
Inuittissimo Re, nascon gli allori;
E in qual parte ella vibra i suoi splendori,
Forz'è, ch'ogn'altra spauentata cada.
Ampia per l'Ocean si hà fatta strada,
De' monti hà rotto i gelidi rigori;
E già già parmi, che gli augusti honori
Su'l Giordan glorioso a prender vada.
L'Istro superbo, il Po famoso, il Reno
D'Heroi sott'essa estinti a mille, a mille
Portan le spoglie a strani lidi in seno.
Di sì gran ferro a i colpi, a le fauille,
Sorta da l'atra tomba al Ciel sereno
Ti mira con stupor l'ombra d'Achille.

21.
Alla Maestà Cristianissima
DI LVIGI IL GIVSTO.


DEL SIGNOR GIO. PIETRO BELLORI.

L A Giusta Lance, onde librate il pondo
De la Terra, Signor, che da voi pende,
Così chiara a mortali homai risplende,
Ch'Astrea sembra dal Ciel discesa al Mondo.
Voi deste, ò Alcide, i Gerioni al fondo,
E qual'Hidra più fiera il Cielo offende:
Ecco i suoi voti a voi la Francia appende,
Che di Gigli, e di palme hà il sen fecondo,
Già in van nube ribella il dì scolora,
Che quella, onde v'alzate a' sommi Dei,
Virtù superna i ferrei giorni indora.
E (gl'ingiusti Acheloi vinti, e gli Antei)
Astrea, doue il vostro Hercole s'adora,
Nel Tempio di Virtù v'erge trofei.


Alla

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