Full text: Lanzi, Luigi Antonio: La Real Galleria di Firenze accresciuta, e riordinata per comando di S.A.R. l'Arciduca Granduca di Toscana

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zioni latine, o miste di etrusco infieme 
e di latino. Tal' era il costume di un 
popolo soggettato non molto avanti 
alla potenza romana, che a poco au 
91. 
poco ne andava adottando i caratte- 
o 
ri, ed il linguaggio. Talora egli po¬ 
neva 1 titoli in due lingue; talorass7o 
oi 
uſava i caratteri forestieri, ma l'idio¬ 
ma nativo; talora scriveva in pretto 
latino, ma al nome del morto ag. 
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giungeva il nome della madre, co¬ 
12 
me gli Etruschi; non quello solamen¬ 
te del padre come i Romani. Alle elle 
inscrizioni cosi miste deggiam noiion 
quel poco di sicuro, che si è finora mo 
scoperto di una lingua smarrita da 
b 
tanti secoli. 
Quanto alle nicchie, due di ib 
esse contengon’ olle, ed urne o disib 
pietra, o di una certa composizione 2uc 
di terra, che lasciavan rozza, conten- -na 
ti d’incidervi, o di scrivervi con noo 
colori l'epigrafe sepolcrale. Le tre bu 
di mezzo racchiudono vasi ed urnean 
di terra cotta, or con titolo, ed 
e 
ora senza; ma tutte ornate a bassi¬ 
rilievi; a quali si aggiunse talvolta nlo 
qualche colore si nelle carni, e sisa 
10 
nel vestito delle figure. Vi si nota- 
no
	        
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