Full text: Vasari, Giorgio: Ragionamenti del Signor Cavaliere Giorgio Vasari, pittore - architetto aretino sopra le invenzioni da lui dipinte in Firenze nel palazzo di loro altezze serenissime con 10 illustriss. ed eccellentiss. Signore D. Francesco Medici allora principe di Firenze insieme con la invenzione della pittura da lui cominciata nella cupola

GIORNATA PRIMA. 
RAGIONAMENTO SETTIMO. 
e 
PRINCIPE E GIORGIO. 
6. 
Uesta camera è chiamata la camera d’Ercole, e queste 
sono le sue storie; in questa di mezzo si vede Anfitrio- 
ne obbligato nelle nozze di Alcmena a far le vendet- 
te della morte del suo fratello, mentre egli era a que- 
sta impresa; Giove prese la forma d'Anfitrione, come 
se venisse dallo esercito; Alcmena credendolo marito 
giacque seco, e cosi ingravidando ne nacque Ercole, il quale ho satto in 
quella culla ignudo, che è perseguitato dalla matrigna Giunone, che gli 
mandò due serpi per divorarlo, mentre dormivano 1 Padri; e egli con le 
mani tenere preseli per la gola, e strangololli quivi; vedete Giove, e Alc- 
mena ignudi, che guardano la forza d'Ercole, che quasi scherzando dà la 
morte a que velenosi animali. 
P. Mi pare questo un quadro molto pieno; ma perchè avete voi fatto quell' 
aquila grande a pie del letto con quel fulmine negli artigli? 
G. Per mostrare, che quella figura, che siede ignuda in quel letto, è Giove 
trasformato in Anfitrione, e non è Anfitrione. 
P. Bene avete fatto; ma io in questo tondo veggo Ercole, che ammazza 
quel serpente da sette teste; come segui questo? 
G. Questo è quando alla palude Lerna combattè con l'Idra, mostro grandissi. 
mo, e terribile, che aveva appiccato in su le spalle sette capi, e ogni vol- 
ta che se ne tagliava uno, ne nascevano sette altri. In questo altro quadro 
è, quando Ercole vinse il Lione Nemeo, dannoso a tutto quel paese, or- 
rendo, e fiero animale; onde poichè l'ebbe scorticato, portò sempre per 
insegna la pelle. 
P. In quest'altra, che seguita, mi par vedere la bocca dello inferno. 
G. E' quando Ercole, entrando nello inferno, prese per la barba il trifauce 
Cane Cerbero, il quale gli voleva vietar l’entrata, legandolo appresso con 
una catena di tre ordini di metallo, con la quale lo condusse di sopra; di 
là nell’altra storia è quando egli tolse i tre pomi d’oro alle Donzelle Espe- 
ridi, e che egli ammazzò il dragone socosissimo, e velenoso, che le 
guardava. 
P. Certo che sono belle forze. Quell' altro, ch’io veggo da lui con la cla- 
va essere ammazzato, mentre tira una vacca per la coda, deve essere Cac- 
co, pa¬
	        
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