Full text: Vasari, Giorgio: Ragionamenti del Signor Cavaliere Giorgio Vasari, pittore - architetto aretino sopra le invenzioni da lui dipinte in Firenze nel palazzo di loro altezze serenissime con 10 illustriss. ed eccellentiss. Signore D. Francesco Medici allora principe di Firenze insieme con la invenzione della pittura da lui cominciata nella cupola

cosa, che possa esser gradita da V. A., siccome verso la Sua Sere- 
nissima Casa sempre anno fatto i suoi maggiori: E tanto piu in 
questo tempo, che V. A. con reale magnificenza nuovamente accre 
sce il Suo bel Palazzo; e così come ora vegghiamo dipinte le ono- 
rate imprese degli Avoli Vostri, e le vittorie, e le corone del Sere- 
nissimo Vostro Padre, cosi in questa nuova giunta vedremo la li- 
beralita di V. A. verso i Suoi Cittadini, e la carita verso tutti 
ritratte, e scompartite fra più eccelsi, e gloriosi Suoi fatti, degni 
d'eterna memoria: Essendomi tuttavia cara questa occasione di 
darmi a conoscere a V. A. col dirizzarle la presente Opera, la qual 
cosa doveva io fare si per amore del suggetto, che appartiene a 
Lei, si ancora per cagione di me, che sono obbligato a dedicarle 
tutto il corso della mia vita; la quale dall' esempio di Giorgio mio 
Zio, e di Pietro mio Padre deve naturalmente essere instituita ass 
servirla; e se per altra maniera non potrò ciò fare, almeno l' assi- 
curo, che n' ssun de siderio sara ne miei pensieri più calde in alcun- 
tempo, e piu vivo, che quello di potere con verace prova mostrar- 
mi aV. A. servo grato dell' affezione, e protezione tenuta verso di 
tutti noi, e de benefizi cosi grandi, e frequenti ricevuti successi- 
vamente dalla Sua Serenissima Casa, de' quali, poiche da me non 
si può altrimenti, pregherò nostro Signore Dio, che per la immen- 
sa sua liberalita pigli sopra di se questo gran debito, e in mia ve- 
ce Le renda nobilissimo, e altissimo merito, prosperandola, e multi- 
plicando le Sue felicita ogni di maggiormente, conservandola in 
vita si, che avvanzi tutte le più bastate vite. Con che baciando 
le la Veste, Le fo umilmente riverenza. 
Di Firenze li 15. di Agosto 1588. 
Di Vostra Altezza Serenissima 
Umilissimo, e Devotissimo Servo 
Il Cavaliere Giorgio Vasari.
	        
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