Full text: Vasari, Giorgio: Ragionamenti del Signor Cavaliere Giorgio Vasari, pittore - architetto aretino sopra le invenzioni da lui dipinte in Firenze nel palazzo di loro altezze serenissime con 10 illustriss. ed eccellentiss. Signore D. Francesco Medici allora principe di Firenze insieme con la invenzione della pittura da lui cominciata nella cupola

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RAGIONAMENTI 
to Spagnuolo, che il Cardona aveva in sul contado di Bologna, perchè 
vennono poi col favore di Papa Giulio con gli Orsini, e Vitelli, i quali, 
passate co i Pepoli, e con Ramazzotto l'alpi, si condussono a Prato. 
G. Tutto sapeva; ma a me non occorreva fare in pittura piu storie innanzi, 
perchè V. E. sa, che il Legato sapeva, che in Firenze il Soderino gia a- 
veva messo in carcere venti Cittadini, che giudicava, che tenessono la parte 
de' Medici, e che due volte mandarono gli Ambasciadori loro al Cardo. 
na, che la Città saria stata col Re, e co collegati in quel governo, come 
fusse piaciuto loro, con offerta di gran somma di denari; e che dopo il 
sacco di Prato avendo tentato piu modi, e tutti pericolosi, fu da Anton- 
francesco degli Albizi, e da Paolo Vettori, per lo spavento, e tumulto, 
che era nella Città, consigliato il Soderino a partirsi di Palazzo, e lassare 
la dignitâ, se voleva fermare il romore, offerendosi l’uno, e l'altro a sal- 
varlo. Cosi dopo dieci anni che egli avea governato quello Stato con tanta 
riputazione, si parti, e uscito di Firenze per l’Umbria si condusse a Rau- 
gia; e perchè queste storie non m erano a dipignere necessarie, imperò io 
ho fatto in questa il suo trionfo, quando e’ parte da Santo Antonio luogo 
del Vescovo, dove fu incontrato da Cittadini fuor della porta a San Gal- 
lo: eccolo che è qui in mezzo in abito di Cardinale, e con la croce della 
Legazione, e con Giovanni de’ Medici, e con tante genti che l’accompa- 
gnano. Questo, Signor Prencipe, è il suo felice ritorno in Firenze l' an- 
no MDXII. (a) 
P. Io lo veggo a cavallo con quelli staffieri all' usanza di quel tempo, e veg. 
go molti Cittadini, che lo incontrano a piè, e anche molti armati, e sol. 
dati, che lo accompagnano a cavallo, e gia ci scorgo i ritratti di molti 
Cittadini; arò caro, Giorgio, che incominciate da un lato a contarmi i 
nomi, perchè io riconosco gia la porta a San Gallo, e veggo il fiume di 
Mugnone con il corno di dovizia, e col vaso dell’ acqua, mezzo ignudo, 
che la versa; ditemi un poco, chi è quel giovane in su quel cavallo bian- 
co, che volta a noi le spalle, qua innanzi, armato all' antica, con quella 
celata in testa, con la mano destra in sul fianco? 
G. Signor Principe, quello è Ramazzotto allora giovane, capo di parte del- 
le montagne di Bologna, servitore antichissimo di casa vostra. 
P. E quello armato con quella celata in capo sopra quel cavallo rosso, che 
volta in là la testa, e parla con quell' altro soldato, chi è? 
G. Que¬ 
(a) A questo anno appactiene una lettera, che il det 
"tione, summamente pregandove, vogliate ad nostra 
to Cardinal Giovanni de Medici ( il qual fu poi 
„contemplatione esser contenti fare, & constituire 
-Leone X.) scrisse da Firenze nel di 23. Settembre 
„el predetio Mes. Pietro Canonico supranumerario 
ai suoi Concanonici del Capitolo della Catiedrale 
„ de quella Chiesa con privilegio del primo vacatu. 
Aretina (Vedasi la Noia alla pag. 73.) la quale esi- 
"ro; che veramenie essendo lui virtuoso, & delle 
ste originalmente con altre lettere di Lui, e di 
„ qualità che è, ne pare quel venetabile Capitulo el 
molti altri Personaggi riguardevoli nella Filza 1. 
„ possa non immerito eligere, & constituire al suo 
dell' Archivio di detta Catiedrale al num. 98., & 
„numero. Del che ne farete cosa quanto dir si pos- 
e di questo tenore „ Venerabiles Viri amici carissi- 
„ sa grata, & resteremone a voi grandemente obliga- 
„mi salutem. Essendo Messer Pietro da Civitella ho- 
„ti, offerendone tuttavia prompti renderve in le 
„ mo da bene, virtuoso, & de qualificationi tutte 
„occurrentie vostre optimo cambio. Bene valete. 
„ laudabili, & de longo tempo familiare nostro, de, 
„Florentiae die XXIII. Septembris MDXII. Joannes 
„ sideramo per dicti respecti grandemente lo accresci- 
„Cardinalis de Medicis Legatus. A rergo, Venera- 
„mento de honore, & commodità sue, Però haven. 
„bilibus Viris Capitulo, & Canonicis Ecclesiae Are- 
„do lui desiderio non mediocre essere ascripto al 
" tinae Amicis carissimis. Joan. Card. de Medicis 
„ consortio de quello venerabile vostro Capiiulo, ve 
„Bononiae, ac Romandiolao, Tusciaeque Legatus. 
"habbiamo voluto scrivere questa in sua commenda-
	        
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