Volltext : Landini, Placido: Istoria dell'Oratorio di S. Maria del Bigallo e della venerabile Compagnia della Misericordia della città di Firenze

XXXVI
cis  optatae  donum  pacis  a  Clementissimo  Deo  nostro  fiat  aliquod
munus  pietatis,  &  misericordiae  liberando  a  miseria,  faeditate  &  publici -
  Carceris  Stincarum  aliquos  in  hoc  adventu  Tabulae  Sanctae
Mariae  in  Imprunetis,  de  quo,  ut  videtur  nemo  non  esse  contentus
dehet,  &  cupientes  cum  zelo  caritatis  exequi,  tam  pium  propositum, -
  &  consilium  modo  infrascripto,  &  quanto  maturius  fieri
poterit  &c.  Deliberaverunt  die  21.  Martii  offerre  in  hac  celebritate -
  Aununtiationis  Sanctae  Mariae,  quo  die  Tabula  quoque  Sanctae
Mariae  in  Prunetis  Florentiam  afferenda,  &  solemnis  Processio  facienda, -
  usque  in  decem  captivos,  &  seu  carceratos  in  Stincis  &c.
dummodo  non  ex  causa  homicidii,  vel  ribellionis,  seu  ex  causa
Status.
Di  nuovo  l'anno  1495.  nel  mese  di  Marzo  insorse  un  altra -
  pestilenza  a  danneggiare  la  Città,  che  Fulvio  Giubbetti  uomo
molto  intendente  di  queste  materie,  prescrisse  un  regolamento
da  tenersi  in  quella  calamità,  mentre  era  egli  allora  Cancelliere
del  Tribunale  di  Sanità,  e  fu  quello  altresi  che  in  tale  occasione
fece  conoscere  l'  utilita  degli  Uomini  della  Compagnia  della
Misericordia,  che  perciò  in  conformità  della  stima,  che  mostrò
farne  ancora  de'  tempi  delle  passate  pesti  concesseli  allora  Alessandro -
  VI.  di  gloriosa  memoria  per  mezzo  di  alcuni  suoi  privilegi,  e
grazie  nel  detto  anno  alla  Compagnia  in  coerenza  dell'autorità
già  data  alla  medesima  da  Coſmato  Cardinale  del  titolo  di  S.  Croce, -
  Legato  di  Bonifazio  IX.,  che  dichiarava  tra  le  altre  coſe,
che  potesse  ella  in  ogni,  e  qualunque  luogo,  e  Chiesa  associare
e  seppellire  i  morti  benchè  tal  facoltà  ostasse  ai  Canoni,  e  alle
diſposizioni  della  Chieſa.
Francesco  Rondinelli  riporta,  che  l'anno  1508.  ritornò
dando  respiro  undici  anni,  cioè  fino  all'  anno  1519.,  che  riprincipiò -
  nel  meſe  di  Ottobre,  ma  fu  di  poca  mortalità
In  tale  occasione  racconta  il  Varchi,  che  fu  aperto  un  nuovo
Spedale  nella  Chiesa  di  Camaldoli,  ed  un  altro  fuori  della
Città  a  S.  Gallo  in  quello  de'  Frati  Ingesuati,  come  pure  ai  sospetti -
  di  questo  morbo  furono  assegnate  per  abitazione  le  case
di  S.  Antonio  del  Vescovo  in  Via  Faenza,  e  il  Convento  di  San
Benedetto  de’Reverendi  Monaci  degli  Angioli  fuori  della  Porta
de'  Pinti.  ed  il  Convento  di  S.  Salvi  de'  Frati  di  Vallombrosa
fuori  della  Porta  alla  Croce.  Ma  i  nostri  Cittadini  ritornando
all’astinenza  ,  e  alle  orazioni  pubbliche  ,  e  private,  ricorsero  di
nuovo  all'  aiuto  di  S.  Maria  dell'  Impruneta  con  farla  portare  in
questa
            
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