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ſtri tempi si vede nella Città di Pisa. Fanno voto di Carità, d'Obbedienza
e di Castità conjugale. Sono tenuti a difende re la Fede Cattolica per ter
ra, e per mare , e a liberare i Cristiani dalla dura servitù degli Infedeli;
come scrivono Agostino Fortunio nella sua Cronica latina libro terzo, capitolo -
28. carte 313. Arnaldo lib. 1., part. 1. cap. 93. del legno della vita
Il Mini nel suo catalogo de' Santi, e Beati Toscani a carte 26. Fu gratissimo -
Benedetto al medesimo Cosimo, dal quale ricevè molte grazie. Continuò -
l’uso antico di Lorenzo, e Cosimo Medici , e degli altri suoi gloriosi -
Antenati di portarsi con i suoi figli , e cortigiani a pranzo il Venerdi S.
al Monastero predetto degli Angioli ; ove in tal di i Monaci non si cibanc
di altro, che di una semplice minestra di legumi , di noci, e fichi secchi
che apporta somma esemplarità. Godevano i Principi di Toscana in questo
giorno della grata, ed esemplare conversazione di quei Monaci, che eranc
molto osservanti. Si conservò un tal costume fino a Ferdinando II. di gloriosa -
Memoria, mediante la morte di tanti venerandi, ed esemplari Monaci, -
che quivi dimoravano ; e in particolare di Don Antonio, e di Don
Grazia Savini Fiorentini, ambedue figli di Giovanni Cittadino Fiorentino,
che renderono grande splendore al sacro luogo, si nella candidezza, e santità -
di costumi, come nella dottrina . Il primo die de alla luce un libro degl
inganni delle donne , e tradusse di latino in lingua Toscana la Cosmografia
di tutto il Mondo scritta da Don Filippo Fantoni Nobil Fiorentino, Monaco -
di detto Monastero; come si ricava dal Mini, e dalle memorie di Caſa -
Medici. Nel tempo del suo Priorato si alzò nel Claustro degli Angioli
l'acqua 3. braccia per le continue piogge, che vennero dal Cielo, che
fecero inondare gran parte della Città ; come si vede ad una casa vicino
alla piazza di S. Croce, ove n’ è la memoria ; e cosi nel Claustro vicino
al Refettorio degli Angioli, fatta nell' anno 1557. Si fermò alla porta di
questo Monastero un grande albero venuto, e sbarbato dall’acque dal nostro -
podere di Sieve , vicino al Borgo a S. Lorenzo, che fu stimata cosa
maravigliosa; come dice il Mini nella sua Cronica manoscritta. Confermò
a' Monaci degli Angioli il medesimo Gran-Duca le 4. stara di sale, e le 6.
di salina, che l’eccelsa Repubblica Fiorentina aveva loro concesso in ricompensa -
de’ frutti, che dovevano ritirare dal Monte comune, che servirono -
l'anno 1529. per la guerra; come costa dalla cartella segnata col num.
322., che è in detto Archivio . Finalmente carico di anni Benedetto si mori -
in questo Monastero l’anno 1581. , e quivi ebbe onorevole sepoltura; come -
si ha dal detto registro.
Li succedè nel Priorato Don Bartolomeo di Paolo Bertoni da Bagnacavallo, -
Dottore di decreti, l’anno 1560. Fu Uomo di gran prudenza, e di
alto maneggio. Due volte meritò di essere Abbate di S. Michele in Borgo
di Pisa, nell' anno 1553., e nel 65.; come si vede al libro de' Contratti,
segnato Croce a carte 75., rogati alcuni da Ser Domenico di Niccolò di
Ser Giovanni da Ripuli, Cittadino, e Notaro Pisano; e al libro de' Contratti -
segnato B. a carte 93., rogati alcuni da Ser Filippo da S. Casciano,
ancor'egli Cittadino, e Notaro Pisano. Nel 1574. fu in Roma Procuratore -
Generale dell'Ordine, e quivi ebbe largo campo di farsi conoscere per
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