sua grande umiltà rinunziò, mentre era Abbate di Fabbriano, il Vescovado -
di Sutri, e Nepi, offertogli dal Pontefice. Diede alla luce alcune
commedie, che sono molto stimate. Fece altre composizioni in verso Toscano. -
Finalmente portandosi al Capitolo Generale di Bologna, nel ritorno -
mori vicino alla Città di Sutri, ove fu sepolto; come scrive Don Tommaſo -
Mini nella sua Cronica manoscritta, che si ritrova nella Libreria degli -
Angioli.
Don Lorenzo di Gio. del Battiloro Nobil Fiorentino del popolo di S.
Lorenzo li succedè nel Priorato del Monastero degli Angioli l'anno 1544.
come si ricava dal libro de' registri M. a carte 61.; era questi versatissimo -
nell' istoria, Sacra e profana. Per le di lui singolari, e pregiabili prerogative -
fu sollevato al posto riguardevole di Generale di tutto l'Ordine,
l'anno 1550. , e in capo a due anni rendè il suo purissimo spirito al Creatore -
il di 5. Marzo; come registra il Fortunio nella sua cronica Latina dell'
Ordine nel libro secondo a carte 311., e il Mini nel suo catalogo de' Generali -
. Ciò lo conferma il detto registro a carte 61. Mentre governava il Monastero -
degli Angioli, Paolo Terzo Sommo Pontefice uni al medesimo lo
Spedale di S. Martino di Pisa, che era vicino alla Badia di S. Fridiano,
membro già del Sacro Eremo di Camaldoli, con tutti i suoi beni, che sono -
le Bocchette . L’ edificio di esso lo concedè agli Albizi di Firenze, che
era in via S. Fridiano allato al Palazzo della Comunità; come si vede dalla -
ſua Bolla ſpedita in Bologna ſotto il di 18. Maggio 1544. ove ſi vedono
le convenzioni fatte fra Gasparo Vescovo Civitatense, e Commendatario di
detto Spedale, e il detto Priore; che è in detto Archivio : cartella num.
223. Di ciò ne fu fatto processo da Monsignor Bernardetto Minorbetti Vescovo -
di Arezzo di ordine del Papa. Lo rogò Ser Raffaello di Miniato Baldesi, -
sotto il di 23. Settembre 1544. Il medesimo Priore don Lorenzo ne
prese il possesso; come costa dal Contratto rogato da Ser Francesco di Ser
Bernardino del Pitta, Cittadino, e Notaro Pisano, sotto il di 13. Aprile -
1545. che è in detto Archivio: cartella num. 223. Questo Spedale è antichissimo. -
L'anno mille sessanta, Bello di Domenico vendè alcuni beni
al medesimo Spedale a Palaja; come costa dal Contratto rogato da Ser Salvello -
di Benincasa sotto li 20. Marzo, che è nell' Archivio di S. Michele
di Piſa : cartella num. 6. 1074. Nuccio di Giovanni, piglia beni a livello
da detto Spedale a Mandrilia. Rogò Andrea di Lanfranco: cartella num.
primo. Pandolfo, Opizo, e Gualfrando donarono a Leone Prete, Rettore
di S. Fridiano, e di detto Spedale i beni di Cerasola. Rogò Ser Rinieri
Notaro l'anno 1085. il di 10. di Settembre: cartella num. 3.
Vivevano con molta fama di dottrina, e di zelo due Vescovi professi
di questo Monastero al tempo di questo Priore, che apportarono sommo splendore -
all' Ordine. Uno de quali su don Antonio di Messer Pietro Paolo
Cioffi, ovvero del Monte, Nipote del Cardinale Antonio de Monte, che prima -
era Arcivescovo di Siponto, e Auditore della Camera Apostolica, che
già dal Vicario di Cristo era stato eletto Vescovo della Città della Pieve.
Soſtenne questa Dignità con molto zelo , e profitto de' Popoli a se commessi. -
Cambiò la vita temporale in eterna il di 2. Dicembre 1545. secondo
che