Volltext : Farulli, Gregorio: Istoria cronologica del nobile ed antico Monastero degli Angioli di Firenze del sacro ordine camaldolese ...

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Don  Domenico  di  Cenni  di  Gio.  di  Neri  del  Popolo  di  S.  Lorenzo,
che  si  vesti  il  di  10.  Giugno  1315.,  fu  da’  Padri  eletto  Priore  di  questo  Monaſtero -
  l'  anno  1348;  come  costa  dal  Contratto  di  tale  elezione,  rogato
da  Francesco  di  Gio.  Ciai  da  Pulicciano,  Cittadino,  e  Notaro  Fiorentino, -
  sotto  il  di  9.  Agosto  1348.  che  è  in  detto  Archivio:  cartella  num.
336.  Il  Generale  Giovanni  ,  senza  alcuna  contradizione  ,  lo  confermò,
conoscendolo  ottimo  Padre,  prudente  ,  e  di  gran  destrezza,  e  ingegno.
Si  studiò  con  tutto  suo  potere  di  conservare  la  pristina  osservanza  Eremitica -
  .  Ampliò  con  nuovi  edifizj  il  Monastero,  comprando  per  mezzo  di  Andrea -
  di  Neri  di  Lippo,  detti  del  Palagio,  Nobil  Fiorentino  da  Cantino
di  Vermiglio  Alfani  Nobil  Fiorentino  una  casa  per  Fiorini  100.  d’oro;  come -
  costa  dal  Contratto  rogato  da  Ser  Ruberto  di  Talento  di  Berto  Talenti -
  da  Fiesole,  Notaro  ,  e  Cittadino  Fiorentino,  il  di  20.  Maggio  1362.
che  è  in  detto  Archivio:  cartella  num.  273.  Era  questa  casa  situta  nella
Via  del  Campaccio,  confinante  col  Monastero  .  Comprò  ancora  dal  medesimo -
  due  altre  case  con  un  orto,  per  fiorini  400.  d’oro;  come  costa  dal
Contratto  rogato  da  Ser  Michele  di  Ser  Tegna  da  Castel  Fiorentino,  sotto -
  il  di  4.  Marzo  1362.  che  è  in  detto  Archivio:  cartella  num.  86.  Era  Domenico -
  cosł  zelante  dell’  onore  di  Dio  ,  e  della  regolare  osservanza,  che
ridusse  questo  Monastero  un  vero  specchio  di  Santità;  poichè  quivi  di,  e
notte  ,  senz’  alcun  tedio,  si  dava  lodi  al  Signore  :  con  ogni  rigore  si  osservava -
  il  silenzio  ,  i  digiuni,  ed  il  ritiro  da  ogni  umana  conversazione  .  L'
umiltà  ,  e  la  poca  stima  ,  che  ciascheduno  faceva  di  se  medesimo,  era  il
Fondamento  di  questi  Monaci:  in  somma  erano  non  più  Uomini  in  terra,
ma  veri  Angioli.  Per  il  buono  odore,  che  questi  Religiosi  davano  alla
Città  col  loro  esempio,  e  con  la  santissima  vita,  si  mossero  i  principali
Cittadini  a  fabbricar  nel  Monastero  più,  e  diverse  cappelle,  dotandole -
  ,  e  arricchendole  di  preziose,  e  sacre  suppellettili.  Lapa  di  Doffo  Spini -
  fe  l’Altare  di  Santa  Margherita;  Giovanni  Ghiti  l'Altare  di  S.  Gio.
Evangelista;  Nuccia  di  Filippo  Spini  diè  60.  fiorini  d’  oro,  per  fabbricare -
  la  Cappella  di  S.  Lorenzo,  che  fu  distrutta  in  processo  di  tempo,  per
causa  della  nuova  fabbrica;  Nino  Canonico  di  S.  Apollinare  fe  quella  di
S.  Caterina  in  sagrestia,  trasportato  l’Altare  di  S.  Michele,  dove  è  adesso; -
  Silvestro  di  Benvenuto  Medico,  fece  quella  di  S.  Benedetto;  Gio.  Rinieri -
  quella  di  S.  Francesco  ;  Niccolò  di  Tingo  da  Poggibonzi  quella  della
Annunciata;  Angiolo  dal  Canto  quella  di  Sant’  Antonio,  che  poi  fu  concessa -
  a  Domenico  Corsi;  Angiolo  di  Nerone  Stoldi  quella  di  S.  Gio.  Decollato -
  ;  Bindo  Benini,  e  Benedetto  figlio  quella  di  S.  Gio.  Battista  in
Capitolo;  Gio.  Ghiberti  quella  di  S.  Romualdo;  Gemma  di  Manetto
da  Filicaja  quella  di  S.  Niccolò;  Lanfredi  di  Bellincione  di  Lanfredi  Bellincioni -
  ,  che  sono  gli  Aldobrandini,  padre  di  Don  Angiolo,  e  di  Don
Bartolomeo  nostri  Monaci,  quella  di  S.  Martino  ;  Francesco  Benci  da  S.
Miniato  quella  di  tutti  i  Santi;  Andrea  di  Ugo  Lotteringhi,  fratello  di
Don  Benedetto  nostro  Monaco,  quella  di  S.  Andrea  in  Capitolo,  che  in
oggi  si  dicono  della  Stufa;  Guido  di  Tommaso  di  Neri  di  Lippo,  detti
poi  del  Palagio,  quella  di.  S.  Pietro  ;  Bernardo  di  Cino  di  Bartolino  Nobili -

            
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