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a Piſa, fu condotta in ispirito sopra la Porta a S. Friano, ove rimirò sopra -
quella S. Gio: Battista, che aveva nella sinistra una Croce, e con l’altra -
ſegnava tutti i Soldati, che uscivano di Firenze. Lo palesò a’Signori, -
e al Priore Domenico ; e in breve venne la nuova della sconfitta, e si
videro 20. carri di prigionieri Pisani entrare in Firenze per la medesima
Porta . Predisse il sacco del Monastero degli Angioli, che segui nel 1378.
il di 23. Giugno, fatto da’ Ciompi , come si dirà a suo luogo . La sua direzione -
era Fra Silvestro; che di continuo facevaro discorsi di Paradiso.
Si pronosticarono la morte ambedue . Volò alla celeste Patria Silvestro l'
anno 1348. il di 9. Giugno, ed ella nel 1368., come lo registra il Mini
nella predetta Cronica, e l’Abbate Razzi nella sua vita a c. 90. Il Vescovo -
Angiolo Acciajoli dopo alcuni anni, che ella fu morta, uni al Monastero -
degli Angioli quello di S. Margherita, il quale fu da'Padri demolito
per osservare quanto avevano promesso alla Beata. Per tale unione devono -
i Monaci solennizzare ogni anno la Festa di S. Margherita . Le Reliquie
de’ Beati Silvestro, Paola Abbadessa , e di Jacopo Geri furono poste in
un’Arca di legno , e collocate sotto l’Altar Maggiore , ove stettero fino
all' inondazione d'Arno, seguita nel 1557. ; e poi furono riposte in Capitolo
sotto l’Altare di S. Gio: Battista, della Nobil Famiglia Benini di Firenze; -
e quivi stettero fino all'anno 1598. perchè il di 25. Luglio coll'assenso
dell’ Ordinario furono traslatate nell’Oratorio esterno delle Donne, che fu
ornato di pitture , e scolture dall’ Abbate Don Silvano Razzi, come inoggi -
si vede . E sotto la tavola di Maria , che fugge in Egitto, del famoso -
Paggi Fiammingo, furono riposte ; cve si vede in marmo la seguente
Iscrizione.
Silvestri bic sunt Conversi, Monachique Jacobi,
Virginis ac Paulae, Ossa beata cole.
Silvanas Ract. hujus Monasterii Coenobita P vj. Anno Dñi CIODIIC.
Essendo quest'anno 1709. totalmente la Chiesa interna di questo Monaſtero -
reſtaurata , e ornata tutta di Stucchi, e di Pitture del famoso
Gherdini , furono le SS. Reliquie collocate sotto il nuovo Altare di S.Romualdo, -
che è accanto a quello di S. Giuseppe, d'ordine del Reverendiss.
Padre Abbate Don Agostino Mancini. Fiorirono in questo tempo due famosi, -
ed eccellenti Uomini nello scrivere , e nel miniare i libri del Coro
di questo Venerabile Monastero. Uno de’ quali si chiamò Don Jacopo Bandini, -
Nobile Fiorentino del Popolo di S. Pier Maggiore; che si vesti il di
2. di Febbrajo dell’ anno 1336. Zio materno del mentovato Beato Jacopo
Geri. Questi fu eccellentissimo scrittore de'medesimi libri, che si rendono -
riguardevoli si per lo carattere grosso, come per le note aggiustate al
Canto fermo . Mori il di 5. Giugno 1348. di peste , come si ricava dal libro -
de' registri segnato M. a c. 40., e dal libro de’ Beati dell' Ordine di
Don Silvano Razzi Abbate Camaldolese a c. 49.
L'altro fu Don Silvestro di Gherarduccio, ancor’egli Nobile Fiorentino -
del Popolo di S. Michele Bisdomini , che a punta di pennello con colori -
vivacissimi, e conori macinati , e in foglia, attaccati con certo segreto, -
che a' noſtri tempi si è perduto, miniò i detti libri con tal vaghezza, -