sua vita durante, con patto, che dopo la sua morte ogni anno si dia a'Monaci -
una pietanza di due fiorini la mattina di S. Lorenzo; come costa dal
Contratto rogato nel Capitolo di questo Monastero da Ser Giovanni di Bonaventura, -
sotto il di 15. di Novemb. 1331., che si ritrova in detto Archivio: -
cartella num. 279.
Chilla di Geremia da Casanova li donò 80. fiorini d' oro, per comprare -
una caſa in detto Seſto, che poi la concedè a lei sua vita durante
come si vede dal Contratto rogato da Ser Andrea di Bernardo di Diotisalvi
Ferragalli Notaro Fiorentino nel detto anno, che è nel predetto Archivio:
cartella segnata col num. 172.
Giovanni di Lapo di Gualterotto Bardi del Popolo di S. Felicita li
donò quello riteneva di suo Lapo da Buti della Pieve a Brozzi popolano;
come si ricava dal Contratto rogato da Ser Caroccio di Bernardo da Quaracchi, -
sotto il di 22. Gennaro 1333.
Mico di Calvagno Capponi dell Popolo di Santo Romolo li donò tutal -
er te le ragioni, che aveva contro Sebaſtiano, e Pepe di Lapo Alfani, e con-Ioitro -
Lapo Baroncelli Nobili Fiorentini, e contro Castore consorte del detto
Afani, e Figlia di Sebaſtiano Guidi, sopra una caſa, ove ſtava Lapo, comreprata -
da Mico nel Popolo di S. Michele Biſdomini per prezzo di fiorini
15t931. non ancora sborsati; come costa dal Contratto rogato da Giovanni di
no Cione Notaro Fiorentino, sotto il di 30. Giugno 1341., che è in detto
Archivio: cartella num. 266., e altri, che per brevità tralascio
Filippo con tanta modestia, prudenza, e carità esercitò quest' officio,
b anche da tutti i Monaci era avuto in amore , e riverenza . Aumentò la vita,
lol e l'osservanza Eremitica. Consegui dal Generale Bonaventura la licenza di
1fare quattro finestre nella nuova Fabbrica da lui fatta l'anno 1322. sotto il
illi 3. Giug., che fu rogata da Ser Donato di Ser Jacopo Notaro Fiorenti-). -
ono, che è nell'Archivio detto: cartella num. 275. Non volle mai dar l'Aorioito -
a Fra Guglielmo di Salvi Servita, finchè Giovanni XXII. non comanollo -
a Rinaldo d'Orso Arcidiacono, che facesse ciò esequire da Eilippo;
omo ome costa dalla sua Bolla data in Avignone il di 17. Giugno 1323. nell
onn Inno vij. del suo Pontificato; che è in detto Archivio cartella num. 79.
Nacque differenza fra Lorenzo di Jacopo Spedalingo di S. Maria Nuonra, -
e Don Filippo a cau sa del muro fra l'orto nostro, e l'orto di S. Mari-VouWuova, -
che fu dichiarato tutto nostro; e che non ci potesse lo Spedale
netter pergole; come costa dal Contratto rogato da Ser Giovanni di Boaventura -
ſotto il di 6. Marzo 1334., che è in detto Archivio: cartella senata -
num. 203
L'anno 1348. il di 15. Marzo incominciò in Firenze la Peste, e crebbe
iooi tanto tutta la ſtate, che fece notabilissima ſtrage de' viventi, a tal seonmno, -
che nella Città sola 100. mila ſe ne contarono estinti da questo fierc
omoſtro; fra i quali ventuno Monaci di questo Monastero, restandone viv
ilo oli ſette; ma tutti ſquallidi, e deboli. Filippo fu alla cura de' medesimi
nocon tanta carità, diligenza, ed amore, che su cosa maravigliosa, gloandoſi -
eſsi più de suoi ammaeſtramenti ſpirituali, che de' cibi corporali
oi quali erano da lui paſciuti. Con acceso fervore di spirito, e conmolta -