Full text: Bracci, Cesare: Della cappella de' Ser.mi Granduchi di Toscana nella Chiesa di San Lorenzo in Fiorenza

DISCORSO MORALE 
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no tutti in sieme cooperato con tant a felicità, che 
venisse a quelli restituito la gloria toscana, e la 
corona, a quali giâ per migliaia d'anni a dietro 
era con gran ragione douuta. Che poi cinque 
Piramidi non allino se non cinque Palles già 
sè detto, che pur cinque sono le rosse dell' Inse- 
gna; alle quali se aggiogniamo vn Cosimo, ò ve- 
ro vn Microcosmo del Prencipe succeduto, hau¬ 
remo il numero di sei compiuto, e la cagione del 
compimento. 
O pure, per tornare d'onde erauamo partiti. 
potria dirsi, che quel grand Heroe, Ferdinan- 
do, volesse addittarne la dedicatione, che faceva 
di se stesso, essendo l'uomo di figura sferica: ma 
in pietre pretiose, e gemme, per dichiararne le 
sue infinite virtù, si come quasi sono infinite 
quelle, che nelle pietre si nascondono: ma di se 
stesso, Tempio animato, che in pregio eccedeua 
il pregio delle gemme, anzi di tutta la Terra, e 
de Globi ancora celesti 
Chi sà, che douendo questo esser ricetto della 
spoglia mortale , che in vita ne accogliè le gran¬ 
d'anime de Serenissimi Medici, non hauesse ri¬ 
guardo all inuentione d'Archimede: 
Questi, fra i parti vsciti in luce dalla pro- 
fondità, & acutelza del suo ingegno, e fra le 
C 2 ric¬
	        
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