Full text: Bracci, Cesare: Della cappella de' Ser.mi Granduchi di Toscana nella Chiesa di San Lorenzo in Fiorenza

DISCORSO MORALE. 
Tondo fu ancora il Tempio di Vesta, edifi¬ 
cato da Numa, doue del continuo si mantene¬ 
va il fuoco: nella cui inuentione, non volle come 
scriuono immitar la figura della Terra, quasi 
ch'ella fosse vn Focolare; ma più tosto quella di 
tutto il Mondo, il cui mez,zo, ò centro credet¬ 
tero i Pitagorici, che fuße Regia del fuoco. Ma 
io scorgo nella formatione di questo, tanto mag¬ 
gior eminenz,a d'ingegno, quanto che non solo 
vi si conservarà il fuoco ch è Iddio ; o uero il fuo- 
co materiale, e lume, che a lui d'auanti sempre 
risplende: ma vna continua luce, e splendore, 
che d'ogni intorno da quelle pretiose pietre, e gio- 
ie deriua. Perilche non se li deue la somiglian¬ 
Xa della Terra, come grossa, & oscura, ma de 
la più luminosa Sfera, che sia in Cielo, ch'è il 
Sole : il cui globo se da Anasagora fù giudica¬ 
to di sasso, per quello che di colore adusto cascò 
nell Ego fiume della Tracia: onde & egli lo 
chiamo saßo bianco; Democrito, e Metodoro, 
sasso infocato; & Evripide, gleba d'oro, essendo 
il serenissimo Edifitio di pietre risplendentissi- 
me, rotondo, e che in valore auanka di gran 
lunga l'oro, non gli sara punto disdiceuole, an¬ 
zi proportionatissima di Sole la somiglian(a, 
Quello poi che volesse intendere il gran Fon- 
datore,
	        
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