accanto alla Porta di Chiesa, fù lavorato dal sopraddetto -
Nanni del Bianco, per l’Arte de’ Manescalchi,
appiè della quale in basso rilievo, si vedono alcuni che
lavorano sull' incudine.
Il S. Stefano nel mezzo delle due porte della Chiesa,
lo fece fare l’ Arte della Lana, che aveva la sua residenza -
dirimpetto a questa Statua, ed è degna opera in
bronzo, di Lorenzo Ghiberti.
Il S. Matteo che resta sul canto allato all'altra porta,
è parimente opera del detto Ghiberti, fatto fare in
bronzo dall' Arte del Cambio. Sopra questa nicchia
sono da osservarsi due statuette di marmo lavorate da
Niccolò Aretino.
Dalla parte di Tramontana sul canto, viene la
nicchia vuota, ove era la Statua di S. Giorgio, come
si è detto di sopra, ma è quivi restato tuttavia osservabile -
sotto di essa, un prodigioso mezzo rilievo di
mano parimente di Donatello, esprimente San Giorgio
in atto di uccidere il Drago.
I quattro Santi in marmo che si vedono uniti tutti
in una nicchia, furono fatti fare da quattro Arti di
Maestri, di scure, di scarpello, di mestola, e di altri
strumenti fabrili, e sono di mano di Nanni del Bianco,
ma dopo averli scolpiti volendoli collocare in detta
nicchia, non gli fù possibile il farveli capire, onde
postosi l'Artefice in disperazione, ricorse al suo Maestro -
Donatello, da cui, con la sola promessa di farle
una cena restò consolato, mentre esso Maestro dati
alcuni colpi di scarpello a dette quattro Statue, scantonò -
a chi le ſpalle, a chi le braccia, e qualche lembo,
e ponendo cosi le medesime accoste l'una l'altra, le
commesse in modo che vi capirono, e cosi venne
coprire l'errore del discepolo, e ne riscosse egli da
ognuno maraviglia, e stima.
II S. Filippo in marmo che segue dopo detta nicchia,
fù fatto dal sopradetto Nanni del Bianco per l'Università -
dei Calzolai.
Il S. Pie. ro parimente in marmo che segue sul canto,
dice