Full text: Cambiagi, Gaetano: Ristretto di notizie della città, chiese, palazzi, statue ed altri monumenti che si vedono esposti al pubblico in Firenze

S. Gherardo, e dopo fu, ora Convento, ora Spedale, ma 
dopo diverse vicende nel 1579. vi furono introdotte que- 
ste Religiose che avanti stavano nel Convento di S. Ma- 
ria della Misericordia vicino a Lapo ove è di presente 
il Lzzzeretto. In questo Convento di S. Clemente nel 
1538. si vesti Religiosa la Sig. Porzia figlia naturale del 
Duca Alessandro de Medici. La Chiesa fu consacrata 
dal Cardinale Arcivescovo Alessandro de Medici ne’ 13. 
Settembre 1584. Il S. Clemente all Altar maggiore è di 
mano di Santi di Tito, e il S. Agostino all’ altar laterale a 
mano ritta è d’lacopo da Pontormo. 
Porta S. Gallo fatta nel 1284. nell’ accrescimento del 
Terzo cerchio delle mura sopra la quale evvi una bellis¬ 
sima Pittura di Michele Grillandajo esprimente Maria 
Vergine col Bambino, e dalle parti S. Gio. Battista, e 
S. Cosimo. Si nominò Porta S. Gallo dallo Spedale di 
S. Gallo che era fuori appunto di essa, e che dipoi vi 
fu fabbricata una Chiesa lunga braccia 90. e larga 30. 
con 17. Cappelle, con un comodo Convento a spese del 
Magnifico Lorenzo de Medici col disegno di Giuliano da 
S Gallo, ove abitavano i Padri Agostiniani, ed era, 
dove è ora il Parterre fuori di essa Porta, la qual Chi esa, 
e Convento con sommo dolore de’Fiorentini fu atter- 
rata per l’ assedio della Città nel 1529 Questa l'orta 
stiede sempre serrata per lo spazio di anni 110., cioè 
dal 21. Agosto  551. fino al 1661. Fuori della medesi¬ 
ma vi si vede alzato un bellissimo Arco Tiionfale col 
disegno del Sig Giadò Architetto Lorenese per eternare 
la memoria dell' ingresso fatto in Firenze il di 20. Gen- 
naio 1739. di S. A. R. il Serenissimo Francesco I. dipoi 
Augustissimo Imperatore assieme con la di lui Augusta 
Consorte Maria Teresa, e Principe Carlo Fratello. La 
statua del Sovrano, e il Cavallo è di mano di Vincenzio 
Foggini; Le statue appiè giacenti sono di Gaetano Ma- 
soni; I due Trofei uno ne fece Girolamo Ticciati, e 
l’altro Michele Ghilio Parigino, cui pure fece l’arme 
Imperiale ; l’Apollo è di mano di Vettorio Barbieri; il 
Marte di Niccolò Andreoni; il Giove di Giuseppe Pia- 
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