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LAGONI
o sieno piazze bianche, e nude di materia pietrosa
ma friabile, simile alla vena d'Allume calcinata: io
non so se possano essere in origine massi d'Alberese
calcinati cosi, e scompaginati dagli effluvi de' Lagoni.
In alcune di queste piazze bianche sono delle Putizze, -
o Mofete, simili a quelle di Castelnuovo, descr.
a c. 454. del T. II. ma non tanto micidiali. Si cava
da questi luoghi lo Zolfo di Crostone, come da tutti
gli altri Lagoni, ma non vi è, per quanto io sappia,
Zolfo di cava, nè Alabastro.
I più alti di questi Lagoni di Monterotondo, verso
la cima della foce, non avevano sennonchè pochissima -
acqua, ma fumavano moltissimo, e facevano un
fracasso terribile, credo io perchè essendo più moderni -
degli altri, avevano un fomite di materie fermentanti -
ed elastiche più copioso. Ve ne erano alcuni -
più alti di tutti, che si erano principiati a far
vedere da poco tempo avanti, e comprovano quanto -
congetturai sopra a c. 295. intorno alla continuazione -
del loro fomite, anche nel dorso opposto della
montagna verso il Sasso, e intorno alla futura unione -
di questi Lagoni con quei del Sasso, appunto come -
a c. 448. del T. II. predissi dovere una volta ac
cadere di quei di Monte Cerboli, con quei di Castelnuovo. -
Anche qui a Monterotondo se si scuoprono,
ed accendono nuovi Lagoni, in contraccambio se ne
spengono de’ vecchj, e appunto nel basso vicino al
Castello ne riconobbi parecchi spenti da gran tempo, -
per la mancanza delle materie minerali atte a
fermentare, quando sieno bagnate dall'acque piovane -
o sotterranee. Mi sovviene che tra i Lagoni ve ne
era anche uno freddo, il quale bolliva col medesimo -
impeto che i caldi, ma non fumava. Un Fumacchio -
assai notabile resta dirimpetto al Castello, e si
chiama la Fumacchiola delio Scopaio al Fonte.
L'avan-