322
VIAGGIO DA:PISTOIA
Castello detto Monsummano alto. A' piedi di questo
Monte si principiano a trovare le tracce delle Colline -
di Valdarno di sotto : e appunto sopra d’ un residuo -
di Collina è fabbricato un altro Castello, detto
Monsummano basso. A Monsummano si cava un certo -
Marmo rosso, della natura però dell' Alberese, o
Pietra da Calcina, non già di Marmo, e piglia buon
pulimento. Di esso cosi ragiona F. Agostino del Riccio -
al cap. 89. del suo Trattato MS. del Pietre.
Marmi rossi con vene bianche si cavano di gran saldezze -
a Monzomano di Valdinievole; sono Marmi simili
a quelli di S. Giusto a Monte Rantoli. Di questo secondo -
Marmo rosso dice al cap. 74. Utilissima cava
è stata questa di S. Giusto a Monte Rantoli, ma tiene, -
e si distende per molti Monti circonvicini, utile
alla Città di Firenze, poichè con essi Marmi ha adornato -
il suo suntuoso Campanile, cos! il Duomo, e insieme -
adorna tutte le Chiese della Città, e in particolare -
la facciata di S. Maria Novella. Questo Marmo -
rosso ha in se qualche vena bianca, e se ne cavano -
gran saldezze, come fa fede la gran porta che fece -
cavare il Granduca Cosimo, che è nel Cortile di
Palazzo Vecchio, dove oggi sta la Guardia degli Svizzeri. -
Il color di questo Marmo è rosso buio, e fa alcune -
vene bianche: piglia pulimento e lustro con fatica. -
Il Micheli ha notato in certe sue Schede, che
del rosso di Monsummano ne è un fregio nella Sagrestía -
S. Maria Novella; delle lastre nel Pavimento -
di S. Maria del Fiore ; e la Lapida della Sepoltura -
de Bettini in S. Michele de Visdomini. Nomina -
anche una Breccia di Monsummano; e altresi un
Travertino di Monsummano.
Nel 1130. Idebrando figliuolo d'Alberto, ed i suoi
figliuoli promessero ad Uberto Vescovo di Lucca, di
non moleſtare la metà del Castello di Monsummano,
N.