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PORTA DI GALLIERA che conduce a Ferrara. Fu riedificata
agl ne 1661
Di qui voltando trovasi a sinistra la Chiesa Parrocchiale di
S. BENEDETTO, della quale si ha menzione del 1202 in cui
era Parocchiale. Nel 1321 venne uffiziata da Monaci Benedettini, -
indi da una collegiata di Canonici; da un Curato dei quali
fu rinunziata alli Padri Minimi nel 1530, li quali 1’ anno antecedente -
l’ aveano avuta da Clemente VII. Questi la riedificarono
nella presente forma nel 1606 con disegno di Gio. Ballerini.
Nel 1797 li suddetti Padri furono secolarizzati. Fra i diversi dipinti -
che adornano questa Chiesa merita maggior osservazione
nella Cappella
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1. La B. V. in trono , sostenente il Bambino che sposa Santa
Caterina alla presenza di S. Mauro, e di S. Placido Abati non
che de' Santi Gio. Battista e Girolamo, la quale è opera graziosa -
di Lucio Massari. Nella
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4. Il S. Antonio ab. battuto da demoni, e consolato da Cristo, -
bellissima opera di Giacomo Cavedoni; come pure dello
stesso, la bella Carità nella volta , e le altre uguali virtù, laterali -
al Dio Padre sopra. E nell'
11. La B. Vergine addolorata colla corona di spine nelle mani
che sedente discorre con la Maddalena sulla dolorosa morte del
figlio, la quale è dotta ed affettuosa opera di Alessandro Tiarini, -
siccome dello stesso sono i Profeti, e gli Angeli laterali.
Pià avanti appena passato il palazzo Tanari si trova la Chiesa
ed Ospitale per Orfanelli, detti anche Putti di
S. BARTOLOMMEO DI RENO , della quale si ha memoria
del 1219. La presente Chiesa fu finita nel 1730. Nella Cappella
6. La bellissima Natività del Signore è di Agostino Carracci
fatta in età di 27 anni, come pure sono dello stesso i due Profeti -
sul Volto. Di Lodovico sono i due mirabili quadretti laterali -
della Circoncisione, e dell’ Adorazione de’ Magi, l’ ultimo
de quali è stato inciso da Annibale. Gli ornati, e i due Puttini, -
sculture in marmo, sono di Gabriele Fiorini.
Uscendo e proseguendo per la strada di Galliera giungesi alla
Chiesa Parrocchiale di
SANTA MARIA MAGGIORE, la quale esisteva sino del 535
come rilevasi da una Bolla di Gregorio VII riferita dal Sigonio
nella Vita del Vescovo Lamberto. Più volte in vari tempi fu rifabbricata -
; e nel 1665 venne ridotta alla presente forma, e fu
fatta la volta a spese del Senatore Marc’ Antonio Ranuzzi.
Del 1667 c 1707 a spese della Compagnia del SS. e acramento,
e de'Parrocchiani fu di nuovo ridotta ed ornata, e finalmente