Full text: Palladio, Andrea: Antiquitates Urbis Romae ex veterum et recentiorum authorum scriptis breviter collectae

L'Antichita di Roma. 
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Ara Cæli, onde si sale ancora hoggi, & dove pur a nostri 
giorni si e trovata una porta di finissimo marmo. 
CAP. LVI. 
De Prati. 
EL campo Vaticano erano li prati Quintii, da L. Quin- 
Ntio Cincinnato nominati, sono appresso il Castello di S. 
Angelo, & chiamansi volgarmente Prati, ivi appresso si veggono 
gli vestigii di un cherchio, o vogliamo dire un luogo da esser¬ 
citar cavalli. 
Et nel contorno di Ripa eran i Prati di Mutio Scevola, do¬ 
natigli dal Popolo Romano, quando stimo piu la salute della 
patria che la sua stessa, contra il Re Porsena. 
CAP. LVII. 
De Granari Publici, & Magazini del Sale. 
Ella pianura che è dietro al monte Aventino sopra la 
« Tevere vi erano 160. grandissimi granari publici, nelli 
quali si servava il grano del Popolo Romano, & oltre a questi 
ve n’erano per la citta 191. 
Et li Magazini del Sale furno vicini a detti granari, ordi¬ 
nati da Anco Martio. Et Livio Salinatore trovo la gabella 
del Sale. 
CAP. LVIII. 
Delle Carceri Publiche. 
Uello che era a piedi del Campidoglio, dove fu posto S. 
Petro & S. Paolo in prigione, si addimandava il Car- 
cere Tulliano, fatto da Anco Martio & da Tullo Re. 
Et quello che era vicino a S. Nicolao in Carcere fu edificato 
da Claudio, uno de dieci huomini, & lui fu il primo che vi 
morisse dentro. 
CAP. LIX. 
Di alcune Feste & Giuochi, che si solevano celebrare in Roma. 
LI antichi Romani celebravano in honore di Giano alli 
nove di Genaro le feste Agonali. 
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