Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Comp. della Miseric. Nuoua. 
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auendo auuto effetto con solennità di voti, vintasi dipoi quasi a viua 
voce la seguente prouuisione ne' 30. di Luglio del 1499. vennesi a met- 
ter ne petti vn marauiglioso feruore di quei che intrapresero l'Opère 
della Pietà, felicitando il progresso de lla Compagnia. Le parole pro- 
„ pie son le seguenti. Inteso i Magnifici , ed Eccelsi Signori Priori di Li- 
„bertà, per ricordo degli Otto di Guardia, e Balla de la Citta di Firen- 
„ ze, come essendo stata lor conceduta la cura del rimediare, e prouue- 
„ der che nella Città nun s'appicchi la Peste; e ricercandosi vn de' più fa- 
" cili, e vtili rimedj, son conuenuti con i Capitani, e Vomini della 
" Compagnia di S. Maria della Misericordia, che essi attendino a tal co- 
„ sa in benefizo de' Poueri tanto sani che infermi, e morti etiam di mor. 
„bo, e di qualunque altra infermità. E desiderando dar loro qualche 
"ajuto, e sussidio, acciò più prontamente possin'attenderui, ordinaro- 
„ no fosse assegnato loro quattro danari per ogni partita da mettersi a2, 
„entrata da' Camarlinghi, &c. Vi s'accrebbe vn'altra simil prouuisio- 
ne nel 1500. venutaui dipoi confermata nel prim'Anno del Principato 
del Duca Alessandro, nel quinto di Cosimo J. e susseguentemen te de 
Gran Duchi suoi successori. L'effetto di questa liberali tà del Senato, 
deriuaua anche dal sapersi, quanto vn simil atto di pietà l'auesse fauo- 
rito, e protetto l'Imperator Costantino, per vna Compagnia da lui 
eretta, e fondata in Costantinopoli di nouecent' Vuomini scelti, parte 
Bottegai resi esenti da ogni Gabella, accresciuti anche di numero da 
Giustiniano, e similmente da Anastasio; al dir di Giuliano Antecess. 
Nouell. 3. Grande è stata l'vtilità apportata a Firenze da questa presen- 
te, come dallantica Compagnia della Misericordia, ne' tempi d' vn 
estremo bisogno quando per il mal Gontagio, o Peste gli Vomini cer¬ 
can'al possibile di segregarsi, e fuggir il Commercio, e la pratica del 
Popolo, perchè ella con intrepidezza, e coraggio prese la cura degli 
ammalati nelle molte volte, che la Città nostra s'è veduta calcata, e 
fortemente battuta da vn cosi rigido malore, acciò ella si riducesse in 
iſtrada di virtuosamente operare, forse troppo smatritasi dreto alla 
vana concupiscenza del peccato; mentre non con altro titolo chiamar 
deueſi la Peſte, secondo Marsilio Ficino, che di flagello, o guerra di 
Dio, alla quale le forze Vmane non vagliano per resistere. Attenda- 
si , e da quel che si racconterà considerisi , che strage , e che funesto ap- 
parato di Morte si sia veduto in Firenze ogni volta che la vi s'è lafciata 
riuedere, il che è accaduto ventitrè volte secodo la nostra cognizione. 
La prima vi successe nel 1325. cagionata dalla guerra ch'ebbero i 
Fiorentini contro a Castruccio all'Altopascio, nella quale gli Scrittori 
commemorandola , senza venire a' particolari, dicono , il numero de 
morti fosse grandissimo. Quindici anni doppo nel 1340. venne la se- 
conda chiamata fiera pestilenzia; i morti furono il sesto de' Cittadini, 
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