Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

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Santa Maria del Fiore 
e il proseguirla, e tenerla da' Rè di Spagna in gran pregio; richiedeas 
se ne decorassero Signori, e Principi d'alto lignaggio. Ma come sien 
sempre, e di gran lunga da preferirsi ad ogni azzione vmana le sacre 
ed essenziali funzioni della Gbiesa, vi consideriamo per azzion princi¬ 
pale quella della prima esposizion solenne del Santissimo del Giro, fat¬ 
taui ne' 4. di Luglio del 1630. il prim'Anno della peſte, per le mani del- 
l'Arciuescouo Marzi Medici. Deuozione, che istituita già fin dell'An¬ 
no 1534. in Milano, secondo il Giaconia nel suo Zodiaco Eucaristico, 
promossaui dal Duca Francesco, a persuasione d'vn tal Buono da Cre¬ 
mona, accresciutasi in Roma ne' tempi di Clemente VIII. s'era dilatata 
di poi in varie parti d'Italia. Qui però essendosi al quanto tralasciata, 
l'Arciuescouo Niccolini nelquarantacinque la ritornò a rimetter in vso, 
sentitasi la Guerra mossa da' Turchi contro de' Cristiani in Candia, e 
dallora in quà, d'Anno in Anno, e di Chieſa in Chieſa, s'è poi ito se- 
guitando con quell'ordine prescritto, che và attorno stampato per le 
mani di tutti, con solennissimi apparati, e indecibil quantità di lumi, 
non mai tanti però alla douuta venerazione di cosi alto Sagramento. 
E qui sarebb' errore tralasciare vn notabilissimo caso, succedutoui ne'26. 
d'Aprile del 1478. che se mostrerrà essersi dato ardir cosi temerario, e 
sfacciato, di postergare affatto l'onore, e la reuerenza douuta alla 
Chiesa, conoscerassi anco a consolazione de' buoni, e timorati esser Id¬ 
dio seuerissimo gastigator a tempo degli Vomini tristi. Celebrandouisi 
Messa da vn Canonico de' Corbizi, assistenti erauui venuti Lorenzo, e 
Giulian de' Medici figliuoli di Pier di Cosimo il Magaifico, l'vn Padre 
di Leon X. e l'altro di Clemente VII. Pontefici, quando nell'atto d'al- 
zarſi l'Oſtia, rizzatisi in Arme alcuni della Famiglia de' Pazzi, ed altri 
Congiurati contro di essi, doppo vna gran barabuffa, vn para piglia, 
Giuliano vi restò morto, e Lorenzo ferito nella gola si ſaluò per mezzo 
di Erancesco Nori in Sagrestia; di che fattosene diligente inquisizione 
dal Gonfalonière Cesar Petrucci, non guardandosi alla chiarezza de 
natali, nè ad vn di loro costituito in dignità Ecclesiastica, tutti furono 
impiccati alle fineſstre del Palazzo di Piazza, con crudele, e ignominio- 
siſsimo ſtrazio, dice il Giouio, fatto a' Corpi loro, dalla Plebe ingorda 
di sangue, e di preda; che somministrò concetto al Poliziano, Scrittor 
di questa funestissima tragedia, d'intitolarne l'Istoria, la vendicata con¬ 
giura de' Pazzi. Ne ragionarono anco con stile elegantemente disteso, 
Lorenzo Ruspoli, ed il Tarcagnotta; il Ciaccone toccandol' ancor egli 
nel tomo 3. assai bene, fra l'altre cose considerabili dice, che cosi gran- 
de sù il timore, e lo spauento, che n'ebbe il Cardinal Raffael Riatio vno 
de' complici che vi si trouò presente, che impalliditosi, mai poi infin 
che visse racquistò il suo primo, e natural colore; fin' vn Gran Turco, 
qual fù Baiaset Barbaro, nemico giurato di nostra Santa Fede, sentito 
l'atro¬
	        
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