Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

iMereato Nuouo 2 
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" in cui vissutasene Firenze quasi sepolta alla cognizione de Popoli, 
"contenta d' vna mediocre sorte nutrita d'ozio più che di forze, e di 
"altezza di concetti in tenersi lontana da ogni minimo esercizio; 
„quando la fortuna, che propizia, e familiare si fa, a chi l afferra 
"per lo crine, nel passarsene cosi felicemente da vn paese ad vn' altro 
"ritenuta dal popolo, promesse a lei osseruanza inuiolabile alle sue leg¬ 
"gi, ed ella a lui d'essergli propizia rispose, leuato che si sosse di ma¬ 
"no lo scettro, e la Corona di testa all' ambizione scioperata nemica 
"d'ogni bene, per conferirla alla Mercatura madre dell abbondan- 
"za: e di subito il Popolo Guelso messosi in arme debellò, vinse, e 
"deſtruſse l' oſtinazione de' Magnati Ghibellini, protetto dalla Chie¬ 
"sa e dal Rè Carlo, contro allo mperadore Federigo; fatto questo, 
„e riordinatosi tutto lo Stato a fauore del medesimo Popolo, trion¬ 
"fante sopra all' estinte pretensioni degl' auuersarj, allora veramente 
"cominciò Firenze a chiamarsi Repubblica sotto i Priori dell' Arti, 
"illuminata da vn raggio della diuina grazia, in auer conosciuto, 
" ch' alla necessità del Paese, altro mezzo, nè scampo nou vera per 
"conseguire la felicità pretesa, che lo studio dell' vmane lettere, e a 
"negoziazione ciuile: tutte le Leggi vniformi in questo a quelle de 
„Greci, e de Romani, tesero a quel fine, moderate le passioni, le 
"soggie, e lluſso abborrito, ridotti gl'animi in vn sol volere, si sta- 
„bili la Citta in vn persetto gouerno demogratico, e in breue tempo 
"tbbe tanta forza alla celebrità del suo nome, che ella potette degna- 
"mente conseguir titolo di Metropoli, temuta da Principi cupidi d' 
"insignorirsi del suo Dominio, rigettati gl' auuersari, e l'armi con- 
"fuse colle vittorie ottenute contro a' primi Monarchi d'Europa, tut- 
"to a forza di danaro, che tanto ben rinuigorisce l'animo, quanto 
lenza timore d'impouerirsi, si può largamente spendere. Se Iddio, 
„ch'ordinò tutte le cose con somma prouuidenza, non sece fertili le 
voſtre Campagne, pose però nello 'nte lletto voſtro, vna tal viuez- 
za di spirito, atto a comprendere ogni scienza, e qualità di nego- 
„zio, che superi etiamdio in grado più eccellente la immaginazione 
nalle cose naturali: si può sapere vn terreno ben coltiuato quanto 
"può rendere, ma non si sa gia vn Vomo collo 'ngegno suo, nato 
„sotto questo felicissimo clima, quanto a sè, alla Patria, e al Mon- 
"do tutto poſsa giovare. Chi è di voi ascoltanti, che conoscendo 
„verità cosi chiara, s' elegga vna vita ch' abbia per fine di smarrire 
"gl Anni nell' ozio, nell' agio, e nella morbidezza del viuere, stra- 
„da, per la quale nessun mai peruenne alla immortalità del nome, 
"sedendo in piuma, disse il vostro Dante, in fama, non si vien, ne 
"sotto coltre. Che marauiglia, che Catone assomigli la Vita vma- 
na al ferro, il quale se non s'esercita vien consumato dalla ruggine: 
sò che
	        
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