Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Metropoli di Firenze. 
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gioie, non l'auessero scoperto loro, doppo scorsi quattr Anni, e mesi 
Ogni volta, che si visita questa Cappella s'acquista gran perdono per 
l'autorità replicataui da' Pontefici Onorio III. Gregorio XII. Engenio 
IV. e di Niccolò V. il qual venutoui dipoi, confermato con amplissimo 
diploma da Leone X.nel 1515. v’ aggiunse anco cinquem:l' Anni di 
Giubbileo, il che fece anco a' giorni nostri Clemente X. fattala priuile¬ 
giata per fauor prestato al precitato Cardinal Francesco de' Nerli, al 
presente quiui dignissimo Arciuescouo. Quasi nel mezzo di questa Tri¬ 
buna, nel pauimento v'è vn tondo di marmo , sul quale, quando il Sole 
per l'appunto vi batte, passando per vn'anello della Lanterna della Cu- 
pola, allora si conosce essere nel punto del Solstizio estiuo, cioè , nella 
maggior altezza, che poſs'essere in tutto l'Anno, il che cade là circa a 
vent'vno, o ventidue di Giugno; osseruazione fattaui ad istanza del 
GranDuca Cosimo I. da Ignazio Danti, a benefizio degli studiosi d'A¬ 
stronomia. 
Entrerremo nella Nauata, oue vedesi allato alla Porta del Fianco vn 
quadro antico, in cui è dipinto Dante in toga rossa alla ciuile , incoro- 
nato di lauro , come è solito dipignersi lui , ed ogn'altro Poeta famoso . 
Dalle bande son le tre figure della sua celebre Commedia, Inserno, 
Purgatorio , e Paradiso, con certi versi in sua lode , i quali si riconosco- 
no per vna delle degne composizioni latine di Coluccio Salutati, gran 
letter ato de' suoi tempi , primo Segretario della Repubblica , dalla quale 
su ordinato per Decreto si mettesse quiui quella memoria, che è il 
quanto di Dante s'è mai potuto vedere in Firenze esposto cosi al pubbli 
co; andò male già vn suo ritratto ch'era in S. Croce a mezza la Chiesa, 
ottimamente, riferisce l'Aretino, dipinto al naturale da Vomo perset- 
to nell'Arte. Conueniuasi forse , dice lo Spinelli , che 'l Ciel lo per met- 
tesse, per douuta ricompensa all'ingrata sua Patria, dalla quale , senza 
riguardo nè al bel lustro della sua Casa degli Aldighieri, discesa di San¬ 
gue Romano, nè meno, ch'è quel che importa, alla persona propia, 
chealto di talento, chiamar deuesi fondatore della lingua Toscana, si 
per ogn'altra rara qualità, non mancò chi dicesse, valesse più Dante 
solo, che tutti i Gonfalonieri stati in Firenze in vna cosi lunga serie 
d'Anni; ed altri , che seppe tutte le facultà, che disputan le Scuole. Fù 
mandato in esilio, senza mai auer potuto ottener grazia di ritornarui, 
benchè ne supplicasse la Repubblica con più sue lettere , e fra esse vna che 
principiaua con quelle parole Popule meus quid feci tibi , responde mi- 
hi. Ci voleu'altro ad onorar vn'Vomo di questa fatta che vn quadro, 
richiedeuasi auergli eretto in pubblica Piazza, vna Statua, cuero vn 
ricco Simulacro, in ordine a que che fecero i Romani, a chi auesse ono- 
rato cosi grandemer te la Patria; ma i Fiorentini reflettendo forse alla 
debolezza in questo, de loro antenat i, costa, essersi deliberato nel 1390. 
si faces¬
	        
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