Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Oratorio d'Orsanmichele. 
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onde cadessero, dice, in grand' infamia de Fiorentini, supposto, 
che e' lo facessero per inuidia: credere in Vomini di si fatta qualit à 
e ſcienza, l'inuidia in materia cosi gelosa di culto , e di fede, è co- 
ſa molto giuſta confutarla con ogni arditezza. 
Vi è vn' Altare dedicato a S. Anna, figurataui sopra di marmo al- 
ta più del viuo, da Francesco da Sangallo, a spese de' Capitani, 
i quali nel 1526. intesero di ridurre con miglior ordine intrapreso 
da' moderni nelle fabbriche sacre, la cappella antica, stata eretta 
quiui dalla Repubblica ad onor di S. Anna, con sborso di tremila 
fiorini d'oro, fin dell Anno 1349. mediante, che in quel giorno 
dedicato alla sua festa, si cacciò di Firenze Gualtieri Duca d'Atene, 
ch' era, col fauore de' Nobili contro al Popolo, di Capitan gene- 
rale, diuenuto Signor di Firenze. La Signoria per questo, v’ in- 
terueniua all' offerta colle Capitudini dell' Arti, si correua il palio, 
ed altre cose di somma allegrezz a faceuansi per quella festa, la quale, 
asse ri il Villani si guardasse a' suoi tempi, come Pasqua, ordinata 
per Legge dello Statuto, con questa bella introduzione di parole 
Pro honore Reinublicae, & ad perpetuam memoriam libertatis Ciuitatis 
Flor. Et vt Ciuibus mentibus sit infixum, qualiter die S. Annae de 
Mense Iulij, Populus Flor. per Dei gratiam, & virtutem bonorum exitus, 
a tirannide Athenarum Ducis liberatus. 
Appoggiato ad vn pilaſtro nel mezzo tra l' vna e l' altra Cappella, 
è vn Crocifisso di legno alto più del viuo, il quale per esser antico, è 
anche mal fatto, parendo vn corpo d' vn Contadino messo in croce, 
ma la rozzezza dell' Arte, che non à che far nulla colla deuozione, 
alcuni si burlauano d' vn Gentiluomo, che se ne lodaua per la più 
bella scultura del Mondo, può essere gli rispose vno, che ella, che 
non è Scultore, nè di razza di Scultori, lodi la copia, come inna- 
morata dell'originale; concetto, che penetrato non sò co ne, all'o- 
recthio del Bernino, se vero su che se ne valesse nel ritratto fatto per 
lo Rè presente Luigi XIV. dicendo alla Regina che lo lodaua, Vostra 
Maeſtà loda la copia, perche è innamorata dell' originale. Sulla 
autorità di tutti gli Scrittori della Vita di S. Antonino, non ci par¬ 
ue d'acconsentire ad alcuno, che credette quel Crocifisso auer parla- 
to ad esso Santo, che si vede dipinto a piè della Croce, il chè dino- 
ta, come dicono essi, che e' fosse consueto orarui, auanti prima di 
esser Frate. 
Trouerebbesi in pochi luoghi, il Ladron buono dipinto cosi nell 
antico, come si vede quiui nel pilastro dirimpetto al predetto Cro¬ 
cifisso, mediante, la Chiesa non essere stata consueta darli venerazio. 
ne, come a gl'altri Santi, acciò la gente dall' esempio suo, non si 
riducesse a penitenza negl' vltimi estremi della vita a pericolo di per¬ 
dersi.
	        
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