Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Parte Terza del Primo Lib. 
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tita, che la gara nata da quella singolarità, souerchiamente cresciu 
ta, che ella fosse, producesse alla fine, effetti diuersissimi dalla retta 
intenzione de' Padri, benchè il Popolo di Firenze gagliardamente 
ſtimolato da questa pietà d'offerire, fosse molto, se non più natu- 
ralmente inclinato quam ogni altra Nazione del Mondo, lodando 
ſene Pauſania in Arimno Toſcano, il primo forestiero ch' offerisse 
doni a Gioue Olimpo. Onde rilassata la Legge, il Popolo inuen- 
tò dipoi, vna nuoua offerta tutta diuersa dalla prima, introdotti¬ 
visi i boti, figure d'Vomini ritratti al naturale, alti quanto il viuo 
colle teſte, e mani di cera colorita, con capelliere, vestimenti, fog- 
gie, ed ogni a'tro ornamento all' vſanza di quel tempi; modo, che 
ritenutosi dipoi, ſe n' empiè ogni altro luogo di deuozione, massi- 
me la Nunziata di Firenze. Notammo a questo proposito, che fra 
molti professori di far boti, venuti su in quello stante, su lacopo 
Benintendi, e dipoi Zanobi suo figliuolo, e Orsino suo nipote, ed 
altri della medesima famiglia, la quale si venne a destinguere da al- 
tre dello stesso casato Benintendi, preso a dirsi fa l'Imniagini, o 
del Ceraiuolo, onorata in persona di esso Zanobi, che sedè de' Si- 
gnori nel 1435. 75. e 84. e dipoi i lor descendenti fino negl' vltimi 
tempi della Repubblica. 
La maggior parte di quelli che si votauano a quella Madonna, ac- 
compagnauano il boto, taluolta con somme di fiorini larghissime 
deposi tati nelle mani de' Capitani economi , e custodi deputati dalla 
Repubblica, sopra ad ogni offerta, che vi fosse venuta fatta da' Po¬ 
poli, che spetialmente per le feste delle Sante Marie, eran soliti venir- 
ui in pellegrinaggio di tutta la Toscana, dice il Villani. Conside. 
rabilissimi furono i lasciti, che vi sece la gente morta per la Peste 
grande nel 1348. che arriuarono a 35. migliaia di fiorini d'oro, 
chiamato da Matteo Villani, e con ragione, vn tesoro incredibile, 
si per lo valore della moneta, si anche perchè, computato il fiori- 
no d' oro dodici lire, e non sò che di piu, per esserci in questo varia 
lezione, fù vn valsente di più di 60. mila scudi, che non si legge vn 
lascito cosi grosso tutto in vn colpo, fosse fatto a nessuno altro luogo, 
ch' auesse in que tempi conseguito voce di venerabile. L'effetto di 
tutto questo, deriuato da si alta cagione, con stupore generatosi 
nelle menti di tutta la gente alla vista di que' miracoli, non si può 
qui se non rigettarsi il detto di Gio. Villani, il quale se bene è veri- 
dico nelle cose de' suoi tempi, è da creder però, che taluolta la 
ſemplicità antica foſse ancora in lui, in scriuere alcuna cosa sentitasi 
dire dal Popolaccio, e non da' Sauj; sembrandoci molto duro, che 
i Frati Predicatori , e ancora i Minori, maestri in diuinità, come 
si chiamauano allora i Teologi, non deſsero fede a que' miracoli, 
onde 
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