Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Parte Terza del Primo Lib. 
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PPLI FLOR. ARTIVM; ET ARTIFICVM OSTENDATVR, 
edall altra parte l'Armi della Repubblica, e del medesimo Popolo si 
leggeua REXPVB. ET. PPLI, DECVS, ET HONOR. Chi la 
racconta, che per auuentura vi su presente, dice di più, come an. 
che l'Ambaſciatore d' Arezzo, vi buttasse non sò che moneta picco- 
la anome della sua Città, per mostrare d'alludere ajle cose fatte da 
Fiorentini, com è solito, dice egli, ridere in facci a, o per mera 
adulazione far tutto quello, che di mano in mano si giudica polsa 
esser grato a chi regna, per darli nell' vmore; e soggiugne, che 
questo fù vn tal Francesco dal Borro, che forse nacque di quel Mi- 
gliore dal Borro Giudice, itosene di Firenze, come Ghibellino nel 
1268. il quale non ci si rese dificile crederlo l'ascendente magno alla 
famiglia dal Borro, cui oggi viue con tanta fama, e splendore 
nell Armi, il Marchese Niccolò, nato del Marchese Alessandro fa- 
moso Capitan Generale, e di Penelope Fantoni Ricci, Nobilissima 
Dama Sanese. Ne su Architetto Andrea Orgagna succeduto a 
Giotto soprantendente a gl' Edifizj del Comune, il quale su predetti 
dodici pilaſtri con capitelli a foglia d'Acanto rustica, ne tirò su la 
Fabbrica in breue, per la larga contribuzione di tutte l'Arti, e 
massime di quella di Por S. Maria, detta della Seta, alla quale su da- 
ta per decreto, la soprantendenza, e l'onore di condurla a fine, pro. 
curandosi, che ogni cosa vi facesse pompa, nelle Statue principal¬ 
mente da collocarsi ne' predetti Tabernacoli, o nicchie incrostrate 
di marmi, scolpite alte più del viuo a perfezione d'arte, da' primi 
pro fessori, senza verun rispiarmo di spesa, in ricompensa del lor 
valore: cosi tendono le parole della prouuisione presasi in Senato 
» sopra di ciò — Sapendosi quanto importi dar cuore a chi operando 
„con industria per mero parto dello'ntelletto, circa a lasciar di sè o¬ 
»noratissimo nome, e fama alla Patria, per mezzo di fatture rare: si 
„vuole, che largamente se ne ricompensin quelli, che già sono stati 
„ eletti a far pompa del lor talento, e sapere, intorno alle Statue d'Or- 
„ sanmichele &c. E veramente quanto possin giouarede parole d'vna 
Repubblica, o d'vn Principe, accompagnate con larghe ricogni- 
zioni, manifestasi in queste vndici Statue, che s'acclamano lo sfor¬ 
zo dell'arte, ed vna in particolare si celebra assaissimo, figurata per 
vn S. Giorgio di man di Donatello, indottosi il Bocchi, stimando 
lo vn miracolo dello scarpello, a scriuerne vn Libro exprofesso, in¬ 
titolato l' eccellenza della Statua di San Giorgio di Donatello, stam¬ 
pato in Firenze da' Marescotti nel 1584. In essa reflettendo vn sa- 
piente professore de' nostri tempi, voleua dirne gran cose, mà ar- 
reſtato dalla marauiglia tacque; il suo concetto era di lodarla cosi, la 
ſteddezz a del marmo, reſiſtere ſolamente a crederla viua, si che più 
vigo. 
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