Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Parte Terza del Primo Lib. 
conta il Matter nella stolia di Frandiah d'vn atto , che per auer det- 
to vna bestemmia contro alla Beatissima Vergine nostra Signora, 
condannato ad essere abbruciato viuo, benche al Re Renato di Sici¬ 
lia, la Sinagoga profferisse vndicimila fiorini per liberarlo, non gli 
volle accettare, per dar luogo all onor d' Iddio cosi atrocemente 
offeso da vn vilissimo verme. 
Che gl' Ebrei adunque, che son di tanto cattiuo esemplo, si com¬ 
portin nelle Citta, nelli Stati, e ne Regni de Cristiani, più lon le 
ragioni, ed vna fra l'altre, che ci persuade, succede per quella gran- 
dezza preteſa da Principi magnanimi, i quali non si credon potenti 
abastanza, se a 'Llor Dominio, oltre a' sudditi naturali, non sog- 
giaciono Popoli di varie nazioni, di lingua e di legge straniera: cosi 
l'inteſero i Romani, a' quali non parue fermato lo'mperio, che cor- 
risposto fosse alla generosità e grandezza dell' animo loro, finchè vb¬ 
bidienti non si riduceſsero a Roma per trionso, le più remote Nazioni 
sogyiogate con l'Armi; e ſe queſto ſtimolo di grandezza s'estende an- 
cora in tener ne Serragli auuinta la ferocita de Leoni, delle Figri e 
degl Orsi, cou quanta più ragione seguira degl Ebrei, che alla fine 
non son beſtie, ſe bene il Popolo li chiama tali, anche per tenersi lo¬ 
ro a guisa di quelle, ristretti ne Serragli, frenata la lor peruersa natu¬ 
ra da vn lor cenno, non che da vna legge seuera. 
Se nella Spagna non si comportano, da che vi furon cacciati dal 
Rè Ferdinando nel 1492. segue per zelo di Religione sommamente in 
que Re, che si pregiauo di portar in fronte la purita del titolo di¬ 
Cattolico. Roma gl'abbraccia perô come Madre comune e Firenze 
non gli tigetta, come tenace delle sue S. costituzioni, sperando di- 
guadagnare aſsai, ſe vn Ebreo in mill Anni si conuertisse o dall' e- 
templo o dall esortazioni de suoi Cittadini, zelanti la salute dell a¬ 
nime, mediante la dificulta tanto piu gagliarda e forte a lupirsi, quan- 
to l'ostinazio ne torna in grado superiore alla ngnoranra, ch alla sine 
si vince persuasa dalle ragioni. Che di quiui dunque tanti se ne sicu 
tirati suori, e gloria non yicco la la nostra poterlo raccontare, e mas¬ 
sime Rabini di lettere, duri per reputazione loro a perluadersi di- 
nuona legge, non allettati da bene ſtare o dal cambiar la miseria in 
miglior tortuna; ed vn de casi segui con marauiglia di tutta la Gen- 
te, in Maestro Vitale Vomo di Medicina, pratieo della Scrittura Sa¬ 
cra, profeſsata con titolo di Rabino famoso, solito darsi dalla Si¬ 
nagoga a' p:u faputi dell Ebraismo, che a noi torna lo stesso di Mae- 
stro in Sacra Teologia, è la conuersio ne sua per mirabile si riconob- 
be per l' effetto che ne segui dipoi, battezzato che su a S. Giouanni 
con due suoi figliuoli, presente quasi tutta la Nobiltà di Firenze, a 
nome del Granduca Francesco; auuegna che, non essendosi potuto 
ner
	        
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