Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Parte Terza del primo Lib. 
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sciuti per veri Ebrei, non superstiziosi, ne vani, come pareua ne 
dubitaſse il Popolo; non li dette orecchio, stimandolo comodo, e 
non zelo di quella vsanza, ita oz gimai in disuetudine per la lunghez¬ 
za del tempo. 
Il Popolo durò fatica a chiamarlo Ghetto, benchè con tal voce si 
chiamassero a quel tempo, quasi tutti i luoghi degl' Ebrei in Italia e 
particolarmente in Venezia, doue vuole ii Sansouino, si stacchi la 
voce Ghetto, da vn Ilola chiam ata molto prima foſse data a gl'E¬ 
brei; a Firenze Ghetto è vn nome che deriua da Vghetto dim inutiuo 
d'Vgo; e la dificulta in chiamarlo tale, su per essersi detto di lunga 
mano, la Caſa del Poſtribolo, fra' molti luoghi destinati alle Mere- 
trici l' Anno 1328. questo era il più samoso, destinato a tal effetto 
con quella stessa considerazione di S. Agostino, che disse douersi i 
luoghi comuni ne' Palazzi, acciò non se ne sporchi tutto il restante, 
lauuerti anche S. Antonino, che volle si richiamassero nella Città le 
Meretrici, o vi sen accrescesse il numero, acciò lo sfogo della concu¬ 
piscenza, seguisse in cosa di minor offesa. Notammo a questo pro¬ 
posito vna Costituzione da non si tralasciare, ed è che se alcuna Don¬ 
na nata di Famiglia nobile, si fosse per auuentura ridotta Meretrice in 
vn di questi luoghi pubblici, cadeua in pena d' esser frustata ignuda 
per tutto Firenze; tennero 1 Romani ancor' essi alle lor Donne nate 
bene, cioè, a quelle ch auessero auuto il Padre, l' Auolo, o lMa- 
rito Caualiere, dice Tacito, questo freno, ma non con vn gastigo 
cosi seuero, che venisse maggiormente a macchiare la reputazione 
de' congiunti, spogliati di danaro da efimersene. 
L'infamia adunque sedente in trono, su scaualcata dalla perfidia e 
in quell atto di possesso, su detto dagl' Vomini desti, che considerano 
le coſe per diritto, vn Diauolo scaccia l' altro, attesa la maluagita 
della gene razione Ebraica, chiamata da Cristo prava, & adultera. 
Vna delle cose lodeuolissime, fermate dalla Repubblica di Firenze- 
per Decreto l'Anno 1433. e confermata nel 63. e 71. fu 'l volere, che 
gl' Ebrei portassero addosso vn segno visibile, per lo quale si destin- 
quessero da Cristiani, con quello stesso motiuo del Jus comune, del 
Concilio Lateranense sotto Innocenzio III. e de Pontefici Paol IV. e 
Pio V. e questo fosse vn pezzo di panno tondo di color giallo su l pet¬ 
to a gl'Vomini, e alle Donne vn nastro dello stesso colore, pendente 
da vna manica, il qual dipoi per-Legge del Granduea Cosimo I. nel 
1566. si conuerti nel cucuzzolo del Cappello, soppannato pur di gial¬ 
lo, portandone egli quello stesso seruore della Repubblica e le stesses 
„parole di lei, che diceuon cosi, Esser conueniente, tanto per la glo- 
„ria eonore della Religione Cristiana, quanto anco per l esemplo, e 
"buona istituzione de Fedeli, ehe chi viue fuori del gregge di Gierd 
Crisig
	        
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