Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Parte Terza del Primo Lib. 
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disastro deriuare alla Repubblica alla fine; fra gl altri con viuezza di 
parole, si senti Niccolò Rittasede allora Gonfalonier di Giustizia 
non che non fosse Vomo di talento, solleuato a quella suprema digni¬ 
ta, non men calla fortuna, che dal Popolo in acclamaruelo, onde 
insoſpettitaſene la gente in pigliarsela cosi a petto, non mancò chi 
dicesse esserui condisceso; tirato da vn buonissimo regalo, asseri il Ma¬ 
galdi autot di que tempi, e che forse su vn di quelli, che n'anda- 
rono malissimo sodisfatti, e con ragione, per la esperienza vedutasi 
dipoi comparire in scena con vn rimorso di coscienza e altrettanto 
bial mo ne descendenti di quegli, stati fauoreuoli di quella pubblica 
deliberazione; auuegna chè, scorsi non più che 50. Anni dal di della 
riceuta autorita di prestare a luero limitato e giusto de soli 4. danari 
per lira, si trouò auer guadagnato la somma di 49. milioni e 792. mi¬ 
gliaia e 556. fiorini, grossi 7. e danari 7, cosa che se noi non l'aues- 
simo ve duta e letta ne' Libri delle Riformagioni, non men con atten- 
zione, che con ammirercene per la disorbitanza della somma, ma- 
lageuolmente l'aremmo creduta, benchè supponessimo grande il da¬ 
naro, che correua allora per la Piazza di Firenze. Auuedutosene 
il Popolo gridò ad vna voce auanti alla Signoria scesa in Ringhiera la 
mattina de 13. d' Agosto dell' Anno 1495. che gl'Ebrei si scacciassero 
di Firenze, e si sece ben presto, intimotitosi il Senato per quelchè fa- 
cilmente ſarebbe auuenuto contro a chi portaua fauore a gl' Ebrei 
solleuato che si fosse : e si nota per detto del medesimo, che tanto fos- 
se lo zelo de Padri in laſciarne memoria, acciò mai per tempo neſ- 
suno la Repubblica si fidasse di loro in materia d'interesse, che l Can- 
celliere assistente a' Decreti, ebbe ordine di distendere con questo e- 
„ſordio di parole, la resoluzione presasi di comun consenso, Beatus 
„qui intelligit super egenum, & pauperem, in die mala liberabit eum Domi¬ 
"nus. Considetata la pestifera voragine e 'l pessimo verme dell' vsura 
"gia sopportata dalla voſtra Città e dominio, circa a' danni di quella 
„persida e d'Iddio inimica setta Ebraica: & è certo esser peccato irre- 
"missibile, non tanto a chi l'esenta, ma etiam a qualunque a quella 
porge presidio e fauore; e per ouuiare a tal pregiudizio e rouina del¬ 
"l'anime, e per preseruazio ne del voſtro benigno e mansueto Popo- 
„lo, per esortazioni e ricordo e documento di molti buoni Religiosi 
e Predicatori singu larissimi, diligentemente yisto tal vsura col tem- 
po, infinito danno moltiplicare, e massime auendo da principio so¬ 
"lamente con fiorini cento cominciato in 50. Anni moltiplicare tal v. 
„ sura. &c. 
Vedemmo anche i motiui della Legge, sra le molte di Ruberto di 
Ser Mariano Cecchi, stampate nel 1496. da Francesco di Dino Peri, 
che n. oſtranl' vtilita dello scacciarli, quali tralasciammo per non sat 
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mag.
	        
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