Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

S. Apostolo. 
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motiuo su, che i Gentiluomini antichi di Firenze, venutiui ab Vr¬ 
be condita, alti di concetto, stimandosi di sangue illustrato di lun¬ 
gi, con quel vantaggio, che vantar lo poteuano i Romani, sopra 
ad ogn' altra Nazione del Mondo, stimauan pocò la condizione de 
Cattani, come d'origine e Legge Longobarda, barbara, e di vil 
principio, senza reflettere in loto, a quelchè pareua attributo di 
maggior consequenza, a petto alle pretensioni de Magnati, e Gran- 
di di Firenze, come di volontà non libera, in tutto e per tutto legata 
all' arbitrio della Repubblica, restaua in loro vn fumo di rag.one, 
cioè, qualità di Nobiltà generoſa e di valore, da chiamarsi più to¬ 
ſto remota, che prossima, come legata a vincolo di superiorità, 
nell' atto del comandare, del tutto diferente call autorità, colla qua- 
le s'eran retti e gouernati senza freno, o timore, i Signori del 
Contado, di giustizia inde pendente, amministrata ne' lor. Colonij, 
e Vaſsalli, col mero e misto im perio; che se ſtiniatissimo è lo splen¬ 
dore, che si trae da vna Repubblica grande e independente, mag. 
giore è non ostante quello d' vn Signor libero, in cui sie passata, o 
paſsi, la Signoria di Terre, o Castel'a, reputandosi subentrato nell'or 
dine del Principato d' assoluta Jurisdizione; sicchè malamente soffe¬ 
rendosi queste agitazioni di pensieri ambiziosi, in chi conveniua ce¬ 
desse alla ragione, sostenendo i Buondelmonti a viso aperto, la loro 
alta condizione, e gl' altri a petto, senza venir meno d'animo, o ce- 
derlo per quiete della Città, smarritasi sotto il fumo deli ambizione, 
asumante dalle Teſte, per a tro di senno venerabile, de primi Senatori; 
essi Buondelnionti, suron chianati da Dante in questa occasione, 
La Casa di che nacque il vestre fleto Per lo giusto disdegno che v' ha worti, 
Et posto fine al rosiro viuer licto. Y con tagione, perchè la Città, che 
aueua guſtato fin da prinii Anni la quiete, sotto i suoi Cittadini Ro¬ 
mani, nobihssimo Municipio, senza cagione, che la prouocasse al 
pianto, ſperimentò l'incostanza de' medesimi Cittadini, a propio 
suo danno, viepiù buttandosi in braccio alla discordi con rancorea, 
talmente accesosi ne' petti de' Gualterotti, degl' Importuni, de Giu- 
di, Consorti de' Baldouinetti, che oggi viuono, e di altri principa- 
li di quel Sesto, concorrenti co' Buondelmonti, in questo dannosissi- 
mo arringho, che abbandonatasi la Virtù in porui riparo, conuenne 
che la giuſtizia del Cielo, a cui non è forza che resista, ne vigore / ma¬ 
no, che preualga, e possa, desse segno di vendetta euidente mente 
permettendo, che li doue era nato quel primo seme di discordia, li 
anche s' accencèsse il primo Fuoco nel 1115. che l' estinguesse, dila¬ 
candosi a poco a poco in quella guisa, che se glian portare gi incenti¬ 
ui negl' animi altrui, ardendo senza riparo, dice il Villani, buona 
parte della Città, o che poca ne rimanesse, soggiugue Simon deli 
Tola,
	        
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