Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

S. Apostolo. 
477. 
lo, nell erezioni de Canonici, venne in potere dell' Ordinario, dai 
quale, per Bolla di Clemente VII. si concesse nel 1532. a Bindo di 
Antonio Altouiti, con motiuo, che n'ostra di contraccambiare i be¬ 
nefizj preſtati a quella Chieſa da lui e da' suoi generosi ascendenti: 
che e vn di que mezzi principali, per cui, come altroue dicemmo, 
ipadronati delle Chiese si conseguiscono, e si perdono ancora, con¬ 
seguiti che ſi ſoro, & vn de casi principali lo porta il ribellarsi dal 
propio Principe, leuandosi in arme, secondo il parere de' migliori 
Dottori; pena, alla quale furon rigorosamente sotto posti i congiu¬ 
rati contro al Granduca Cosimo I. e fra questi per essere stato esso Bin¬ 
do col seguito de Fuoruſciti, dichiarato Reo di leſa Maeſtà, il pa¬ 
dronato, che ſarebbe passato di ragione ne suoi descendenti restò 
confiscato e incor porato nel Magistrato della Parte. 
Ritorniamo all antico, base, e fondamento d'ogni atto moder¬ 
no, in ordine al Borgo S. Apostolo, vno de qnattro, o per dir me- 
glio il principale, alle Porte della Citta, come s'è accennato di so- 
pra; il quale per auer portato la'nsegna d' vn Becco, nella diuisione 
de Seſti, nero in campo d'Oro, pigliato in occasione de Beccai, 
tutti collocati in que lluogo, come dice il Villani, ci porge vn' eru- 
dizione bellissima, consi derandosi, come la Nobilta vera, quali¬ 
ficata e in poſto, segregata per natura dall' Arte, e dalla vil condi- 
zione della plebe di meccanico Esercizio, o da qualsiuoglia altro pro¬ 
fessore; risplende il costume antico del tenersi la gente bassa nelle pen- 
dici , e ne Borghi , e la Nobiltà nel mezzo della Città, in atto di pre¬ 
dominio, straordinariamente destinto dal commercio de' poueri, 
ne' quali pit feci merte si gerera l' inuidia verso de Superiori, con- 
uersati con comestichezza. Ma lo'ntelletto degl Vomini Magnati, 
luegliato da più nobile idea, con animo d'vnire al grado loro, co¬ 
modità maggiore, riducendosi a stare in abitazioni amplie, e più 
magnifiche, rimossa la plebe da Borghi, tirandola indreto sempre 
alla falda de lle nuoue Mura an pliandosi la Città da ogni parte. In 
questo Borgo venner o molte Famiglie principali di Firenze, ed in pro¬ 
greſio di tempo, i Cattani del Contado, spogliati di Signoria dalla 
Repubblica creſciuta di forze, e fra essi i Buondelmonti vi ſi colloca¬ 
rono, perduta ch' ebbero sotto il giogo della medesima Repubblica 
la lor Signoria di Monte buoni nel 1135.e perchè la disuguaglianza del 
ſangue, che paſſaua fra gl' vni e gl'altri, Romano, e Longobardo, 
portando disgiunto l' affetto fumentato dall ambizione, destruttrice 
di tutti i premi della Virtu, mettendo suoco nella Repubblica Togni 
xolta, che fra essi che si pretendeuono eguali, si stimauan superiori, 
disferenziandosi dal comun trattamento) nacque sopra di ciò, in 
questo Borgo, la prima gara odiosissima e di gran danno alla Citta; 
edil
	        
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