Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

S. Michele dagl' Antinori 
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4 Cappella de Bonsi. La Natiuita di Cristo è del Rosselli  e qua¬ 
dri di Fabbrizio Boſchi. Nell Altare è il Corpo di S. Arsemio m. ed 
vna Spina del Signore, li presso son sotterrate due Gentildonne mor- 
te con fama di santità l' vna Lisabetta Bonsi moglie di Giouanni 
Capponi nel 1611., cui scrisse la Vita Gio. Batista Castaldo Cherico 
Regolaie : e l'altra Fiammetta Arrighetti, consorte di Cammillo Da¬ 
ti, madre di Lionardo Vescouo di Montepulciano, del Sen. France- 
sco e di Carlo erudito nelle lettere. A canto vi riposa anche il Corpo 
d' vna Fanciulla vestita del Terz' Ordine di S. Francesco, della quale ce 
ne lasciò ricordo il P. D. Vincenzio Vguccioni, dicendone fra l'altre 
cose, si teneſse per costante, che vn Crocifisso, oggi in Casa Grifo- 
ni, le parlasse , e come convenuto dopo quattr'Anni scoprirne la cas¬ 
ſa, ſi ritrouaſse irtero, fresco e non tocco di nulla. 
. 5. Cappella maggiore. Il Ciborio d'argento sodo, quando in 
turte l' altre Chiese gliè di legno, spigne maggiormente con forza lo 
argumento, in dir quelchè noi diceuamo di sopra della diuina proui¬ 
denza operar cose grandi apprò di quella Religione. Fuui colloca- 
to dal Senat. Carlo Torrigiani fratello di Luca Arciuescouo di Rauen- 
na, con speſa di seimila scudi, liberalità, che ne generò altrettanta 
ne' Corsi Marchesi di Caiazzo, a farui vn ricco imbasamento di mar¬ 
mo percollocaruelo sopra e sotto nel cauo dell'Altare più decentemen¬ 
te i Corpi de SS. MM. Mario e Maria, messiui nel 1610. dal P. Castal 
do, al quale furon donati da Paceccho Marchese di Vigliena, Amba 
sciadore in Roma ne'tempi di Paol V. A questo Altare su consacrato 
Vescouo Sabinense negl' 11. Settembre del 1645. il Cardinal P. Catlo 
de Medici, da Anibal Bentiuoglio Arciuescouo di Tebe, Nunzio al¬ 
Granduca Ferdinando II. da Ruberto Strozzi Vescouo di Fiesole, e 
da quelio di Moutepulciano, Alessandro della Stufa, che tanti se ne 
richieggono in vna funzione cosi venerabile per antichissimo rito, 
praticato dalla Chieſa fin ne' tempi deglA poſtoli. Dall'Arco, egua 
le a' due delle tribune laterali, pende la Croce sopra tre Monti in vn 
grande scudo, la quale, come inuentata da Fondatori di quella Re¬ 
ligione, e ritenuta da lor posteri, si domanda impresa gentilizia, 
che serue per desti nguerla dall'altre Rel gion claustrali, non diuisa 
ne lle punte con riuolte come quelle de' Caualieri, ma in tutto simile 
a quelle che si tengono su gl' Altari, acciò, l'ombra di quel venera- 
biliſsimo veſſillo, ſeruiſse a que Religiosi Teatini di ſcorta per felice¬ 
mente arriuare al sommo del onore, non gloriandosi nise in Cruce- 
Domini Nostri lesu Christi. Dal vederla cosi solleuata da terra penden¬ 
te da quell'Arco, par chè ricordando il futuro trionfo, che ella te¬ 
ner deue con Cristo ne ll'ultimo giorno, quando i segreti de' nostri 
cuori ſi man seſteranno, metta e freno alle passioni dell' animo, e ge- 
neri
	        
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