Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

S. Michele dagl' Antinori. 
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cento scudi, replicò egli, e mentre il Granduca alla risposta staua 
sospeſo guardandolo in viso, Voſtr'Altezza, disse vn di loro, non si 
marauigli, perchè se bene il disegno è grande, maggiore è non o- 
stante la nostra confidenza, che fù lo stesso che dirgli, operar con 
forza la ſpernza li, oue la medeſima forza manca, alzata dall'vmiltà 
secondo il detto dell'Apostolo vmiliamini sub potenti manu Dei, e in ve¬ 
ro s' è veduto, che non sessanta, ma più di cento venti mila scudi, 
vi son voluti a darle l' vltima mano. Vu Seruo di Dio, morto a'no- 
ſtri tempi, soleua dire, che la Città auerebbe auuto sempre occa- 
sione di riconoscerne gl'effetti, dando solamente vn’ occhiata a quel- 
la Fabbrica, cosi suntuosamente fatta, senza verun rispiarmo di spe¬ 
sa. Sarebbe forse bastato il cenno de' ventimila scudi, per compren- 
derlo edifizio magnifico a chi bene intende la qualitd del murare, se 
lo stile nostro in sottilizar le cose, mostrandole ben destinte l'vna dal- 
l'altra, non ci costrignesse toccarne maggior tasto, per esser certo, 
che non ogni fabbrica, fatta etiamdio con grande spesa, si rende 
sempre degna d'egual lode, o per la qualità dell'ornamento male in- 
teſo o per difetto dell Architettura senza quella suelta proporzione 
e simetria, che si richiede, o veramente la congiunzione del meto- 
todo che torni male adattato alle parti, alle quali cose non c'è pa- 
ruto darne biasimo a questa, per essersene fatto il disegno da vn di 
que' Padri, stato al secolo valente Architetto, chiamato D. Ansel- 
mo Cangiano, o vero come altri dissero, da Don Giouanni de 
Medici ſtudioso di tal materia, assai più di quelchè in lui compor¬ 
taſse il grado e la qualità di Principe; perfezionato il disegno di poi 
dagl'Atchitetti a cui su raccomandato, prima da Matteo Nigetti, e 
dipoi da Gherardo Siluani , e da Pierfrancesco suo figliuolo , tutti di 
buonissima fama in quella onoratissima professione. 
Buttatasene dunque la prima pietra da Alessandro (Marzimedici 
Vescouo di Fiesole e dipoi Arciuescouo di Firenze, ne 22. d'Agosto 
del 1604. alzata con celerità, rese maggiormente cospicua la benefi- 
cenza della Granduchessa Madama Cristina di Loreno e del Cardina- 
le Carlo de Medici suo figliuolo, concorsi ambidue con spesa reale, 
esemplo, che essendo sempre più potente, quando si stacca da' Prin- 
cipi, per farsi legge ne' fudditi, indusse Baccio Comi ricchissimo 
Gentiluomo, Elena e Lisabetta Bonsi, figliuole del Senat. Domeni- 
co e sorelie del Cardinal Gionanni, e moltissiimi altri, parte de quali 
ebbero luogho nelle Cappelle per laſciarui espreſsa ne' marmi la lor 
pietà: ed anche serui d'accencere quella generosità vegli ante nell' a- 
nimo del Cardinale Alessandro Peretti detto il Cardinal Montalto, in 
alzare in Roma apprò della medesim a Religione, la Chiesa di S. An- 
drea della Valle similmente celebre per la magnificenza dell'ornamen- 
L'ordi¬ 
to e vastità de lla mole.
	        
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