Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

S. Maria Maggiore. 
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fare gl Occhiali, da vno che sapendola, non la voleua insegnare 
e che da se stesso, trouasse maniera di lauorargli, nello stesso mo- 
do, soggiugne il Redi, che gl' auuenne, per vna certa simiglian- 
za di fortuna, al Galileo famosissimo matematico, che sentito e 
non veduto, come vn Fiammingo auesse raddo ppiato l'Occhiale 
in vna Canna, detto in greco Teloscopio, che mostraua le cose 
da lontano, collo 'ngegno suo auendone inueatato vn simile, colla 
sola dottrina delle refrazioni, giugneſse sino a scoprire le macchie 
nel Sole, ed altre cose non considerate ne vedute nel Cielo; il chè 
parue ricompensaſſe con vantaggio, il prouerbio volgato e a tor¬ 
to appropiato a' Fiorentini, di Ciechi, mentre il Ciel permesse, 
giugneſsero, prima d' ogn' altra Nazione, a ſpecular le coſe cosi 
alte e da lontano. 
Per l'Assunta, s' ordinò nel 1435. venissero in questa Chiesa i 
Sei di Mercanzia, colle Capitudini di tutte l'Arti, con Offerta, 
che di quante se ne faceuano in capo all Anno, questa si dice- 
va Regia, mediante, che allo'ngresso, si daua loro a baciare il 
Cranio di S. Eamondo M. Re d' Inghilterra, nota il Benuenuti, 
ne' suoi eruditissimi ricordi manuscritti: A noi, questa è la più 
antica memoria, del darsi a baciare le Reliquie de Santi, trala- 
sciato che ſi su generalmente, e poi ripigliato, d' annunziar la pa- 
ce per mezzo del bacio, con certe tauolette dipintel colla Imma- 
gine del Saluatore, introdottesi nella Chiesa, cresciuta la malizia, 
che rapi da Cristiani, quella semplicità del baciarsi l'vn l'altro in 
fronte, ritenuto di presente dalla Francia, con lode d' vn in- 
trinseco e cordiale affetto. 
Accennammo di sopra, come questa Chiesa fosse Collegiata da 
Canonici, secondo l' vſo vniuersale di tutti i luoghi principali, 
etiam le Pieui, decorate nell' antico di quella dignitd, ma qui per 
specialità si nota, come prima d'ammetterui alcun Canonico, si 
facessero le proue di nobiltà degl' Auoli primi e secondi, che fos- 
sero ſtati abili al gouerno della Repubblica, ne' tempi del Con- 
solato, e questo, che fù di consenso del Vescouo, si sece a onta 
del Popolo, leuato ch' egli ebbe di mano a Magnati la Signoria 
di Firenze, acciò, egli non aspirasse di porre il piede in quella 
Chiesa togliendola alle persone, state solite eleggeruisi, delle prime 
samiglie della Città. Vedemmo in vna carta rogata nel 1287. da Ser 
Medico da Villanoua, le prouanze fatte da vn Manfredi Rauigna 
ni, per esser Canonico di S. Maria Maggiore, narrando che l'auo- 
lo suo Vberto e il tritauo Foreſino, fossero ſtati Consoli, ne' tempi 
del Serenissimo Imperador Federigo, memoria, tanto più da sti¬ 
marsi, quanto che c è pochissima notizia delle persone sedute nel 
Consolato
	        
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