Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

San Bartolommeo 
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sa, eon motiuo di Religione talmente importante, che poco o 
nulla gioua per farlo decadere di stima, il vederlo vmile e bas- 
so, fabbricato alla semplice, con quattro Colonnette di pietra, 
capitelli di rozo sogliame e con certi archetti giratiui sopra 2 
mezza botte : se bene anche in questo, la proporzione sua non 
e cosi fuor di regola, vnita alla grandezza della Chiesa, che non 
meriti lode, se si guarda a' precetti del! Architettura antica, 
che su di fare i Portici lunghi quanto le facciate principa li delle 
Chiese e non men larghi del terzo- 
Considerandosi in oltre, come le prime Chiese fossero dedicate 
al Saluadore, alla Vergine Maria o a gl' Apostoli, per costume 
generalmente tenuto da Cristiani, altroue da noi accennato sull' 
au orità del Baronio, non demmo retta alla openione d' alcuno, 
senza tema di riportarne rossore, che si persuase questa Chiesa, 
fatta là intorno al mille, per essersene in quel tempo fabbricate 
molte in Italia ad onor di S. Bartolommeo, accresciutasegli la 
devozione, trasfertio che si fu da Ottone III. il suo S. Corpo 
da Beneuento a Roma e riposto nell' Isola Tiberina, tutto passa 
bene, ma il sapersi di certo, come le Chiese antiche si comin- 
ciassero a punto in quel te npo a restaurare e a ridurle mag 
giori e assai più magnifiche, si in Italia, in Francia, come in 
tutte l' altre Prouincie e Luoghi principali, come attestano lo 
Spondano e 'l Glabro, quasi che i Popoli si rendessero a vile 
di quella scarsa magnificenza d' animo de' loro antenati; non 
è per conseguenza credibile, che si comportasse di farne vna nel 
cuor della Città cosi piccola, nello stesso tempo, che i Fiorentini 
portati da questo onoratissimo zelo, ne fabbricauano vna suori 
della Città, ad onor di §. Miniato, con magnificenza reale. 
Molte sono le Scritture appresso di noi, che parlan di questa 
Chieſa, col nome disteso di S. Bartolommeo e taluolta di S. Bar- 
tolo, portato cosi corto dall' vso di diminuire e scortare i no¬ 
mi, stato cosi freguente, che non ci rende marauiglia. La prima 
è nel 1132 ſtrumento di donazione fatto al Monasterio di Maia- 
no, presente Guido Prete della Chiesa di S. Bartolommeo di Fi¬ 
renze. Nel 1241. ella si nomina fra le Scritture di S. Pancrazio 
a confino a' beni poſti alla Fonte, che su già di Migliorello Prati 
e nel 64. pur di quel secolo, in occasion di vendita, che fece 
D. Suaue, ſtata moglie di M. Albizzo Viſdomini Caualiere, fi¬ 
gliuola di Tanello dello Scarlatto, vno degl'ascendenti alla Casa 
degl' Adimari, a' quali nel 1269. fu destrutto il bel Palazzo da 
Ghibellini in questo Popolo di S. Bartolo, chiamato inter dipintores 
cosi leggesi nel Contratto rogato da Ser Salimbene di Dietisalui, 
esisten¬
	        
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