Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

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Santa Maria del Fiore 
Vi son sette Porte, che tante ne deuon auere le Cattedrali, stante l'v- 
niuersità de'fedeli da riceueruisi portata dal significato di quel numero 
sette; alle quattro laterali cadono alcune memorie da non si tralasciare 
prima di passare in Chiesa: a piè di quella dal Campanile notisi vna Se¬ 
poltura con lettere sopt' al chiusino, che dicon BRACCI auanti eraui 
sopra vn Ge vn' A grande per contrassegno dell'esser quella la Sepoltura, 
oue l'An. 1396. su sotterrata viua Gineuera degli Amieri Gentildonna 
di primo lignaggio, da per se stessa n'vsci fuora e andò a picchiare a Ca- 
sa Francesco degli Agolanti suo marito, ch'allora parte di loro stauane 
nel Corso degli Adimari, ed altri da S. Tommaso in Mercato vecchio 
oue non è troppo vi si trouò di loro vna memoria antichissima; e per¬ 
chè ella pass ò per la Strada, che allora si chiamaua dal Campanile, per 
questo ella si disse dipoi e si dice ancor oggi la Via della Morte o per dir 
meglio della Morta. Il fine di questo successo, essendo per vna diuulga¬ 
ta leggenda, che và fuori per le mani di tutti notissimo, non passere¬ 
mo a raccontarlo più oltre, solamente diremo, ch' auendolo noi tro¬ 
uato scritto in vn Libro di ricordi di que' tempi in Casa il già Zanobi 
Mazzinghi d'indubitata fede, che batte e confronta per l'appuuto con 
la predetta leggenda, ci assicura dell'integrità del fatto, e pone dub- 
bio, anzi destrugge vn detto de'Rondinelli, che toccandolo in quel suo 
trattato della peste, asseri seguisse per vno suenimento ch'ella ebbe cagio 
nato dagli accidenti del Contagio del 1400. Alla Porta dirimpetto alla 
Canonica nel suo frontespizio è vna Madonna di marmo alta più del 
naturale, con due Angioli dalle bande in atto reuerente di Gio. Pisa- 
no, la qual'opera, se creder si deue a chi scrisse della Scultura, ella è del- 
le prime fatture, che si vedessero in Firenze di ragioneuol maniera do- 
po la caduta dell'arte, per le goffissime e rozze, che vi s eran fatte sin 
a quel tempo: notiuisi ancora, che l'ornamento di questa Porta consi¬ 
ste in certe foglie di fico, le quali, dice il Vasari, ve le facesse scolpire 
Arnolso Architetto, come corpo d'impresa dell'Arme sua, come que 
gli che lo credette difceso e deriuato dalla famiglia de' Lapi Aldobran¬ 
di, che portano le stesse soglie con cert' onde sotto, openione falsa, 
perchè Arnolfo non hà che far nulla, come si dirà altroue, co' Lapi, 
nè men'essi son mai discesi da Ficaruolo Castello in Lombardia su'lPè, 
com egli credette; potrebbon' auere qualch altro significato, o concer¬ 
to, se pur'elle non vi sono a caso, che non l'à saputo lui, nè men lo sap- 
piam noi. Dall'altra banda nel frontespizio della Porta, per la qual si 
paſſa alla volta della via de' Serui, euui vna Nunziata di musaieo di Do¬ 
menico Grillandaio bellissima, dice il Vasari, a tal segno ch' egli asse¬ 
risce non essersi tra' Maestri moderni di que so tempi veduto miglior la¬ 
uor'a musaico di quello; a noi però, che siam'oggi nel colmo d'ogn'ar- 
te auuezzi a veder cose rare in quel genere, non ci fa grande specie, veg- 
gafi
	        
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