Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

De Visdomini. 
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Cambio mercante Fiorentino, insie ne con vua Nobil matrona chia 
mata Sapia dello Spedito, moglie di Gello de Sacchetti; il qual luo- 
go ci parue di poter credere ottenessero da Monaci della Badia di Fi¬ 
renze, sostituiti eredi in persona dello Abate D. Arrigo da Fondato¬ 
ri, per carta, di cui è copia nel nostro Zibal. 70. di Giouanni di Per- 
setto da Po ggibonsi, atteso, che più facilmente c'indusse a farne con- 
cetto, lo Stituto degl'vni, e degl'altri essere in poco diserente, come 
deriuato dalla medesima Regola di S. Benedetto, di cui su schietto 
Monaco il lor Fondatore S. Pier Celestino, ches' era chiamato auanti 
che sosse Papa, Pietro Mozzano dall'Isernia. L'Anno per l'appun- 
to, che n'ebbero il possesso, appresso di noi non è Scrittura che ne 
parli, su rogiti però dello stesso Ser Giouanni c'assicuriam bene, co¬ 
me eglino già essendo in quel luogo fin nel 1327. ne riceuessero con¬ 
serma nel 30. per Breue del Cardinal Giouanni tit. di S. Teodoro Lo- 
gato di Papa Giouanni XXII. diretto a Tedice Sliotti Vescouo di 
Fiesole. Quiui a dunque auendo quelli fermato bene il piede, e sali¬ 
ti in breue in quel credito, ch' è cosi propio e familiare d'ogni Reli- 
gione portarsi auanti a sorza d'esemplo specchiato, d'Oratorio sen¬ 
plice ch egli era, alzatolo di sabbrica e ripieno di Mo naci di spirito, 
diuenne Monasterio celebte in Toscana, sotto titolo di San Pier del 
Murrone; luogo, oue quel Santo era stato a far penitenza, sotto 
alla qual voce Murrone parlasene in molte scritture antiche, parte re¬ 
pertoriate ne' nostri Libri estratte dall'Archiuio di que Padri, e dalle 
esposte al pubblico nelle Riformagioni, vna fra l'altre ci parue degna 
di nota, essendo chè il Popolo inferuoratosi verso 5. Pier Celestino 
costa s'ordinasse nel 1328. al tempo del Gonfaloniere Pier Bandini 
Consorti de Baroncelli, vn'offerta di tutti i Magistrati a quella Chie¬ 
sa nel giorno della sua Festa. Quiui stati che surono 225 Anni, quan¬ 
do per le vicendeuolezze de tempi, ch'anno di propio mostrare va¬ 
riate, non ferme, ne permanenti le cose di questo Mondo, costretti 
a cambiar quel Monasterio con questo diS. Michele, non senza quella 
scossa d'animo, che suole in noi apportar la natura, allora chè lasciar 
deuesi il possesso diuenuto caro per la lunghez za del tempo : e que¬ 
sto auuenne, perchè essendo annunto lo zelo del Gran Duca Cosi¬ 
mo I. per stabilirsi con quiete il Principaco, e con quella lo ie che si 
da a qualunque Monarca, ch' inten da non potere a se medesimo ri- 
sultare maggior felicità, che il deliberare non men per salute d' vn 
Popolo suddito, e vassallo, che per la esaltazione della Religione 
volle, tirato da questo giusto motiuo, prestar fauore a Religiosi del 
suo Stato, por quelli in miglior sesto, e condizione di ragio ne, pet 
eiler conuenuto loro perdere, sotto la rouina de' sobborghi, i lor 
Monasterj e Chiese, e fra essi erano le Monache Cauallereste di S. Gio. 
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