Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Monasterio 
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Ordine di Camaldoli, e similmente Andrea di Filippo Scolari Vesco¬ 
uo di quella Città vn'altro della stessa Regola; e come essendo douuto 
allo Spano da loro lasciato erede, ritornarsene in Vngheria richia¬ 
mato dalla Milizia, che da lui vi s' era sostenuta con tanto trionso 
portato à nome del prim Vomo d'Arme strenuo, e valorosissimo, ac¬ 
ciò alle pie, e sagge volontà loro si preſtaſse luogo, n'assegnò la cura 
a' Consoli della predetta Vniuersità, lasciati essecutori sullasede di carta 
legalizata per forma appostaui dallo'mperadore Sigismondo. Iquali 
Consoli confiderata la spesa, e'ldanaro assegnato non ésser susficiente, 
ne atto a condurre a fine due edifizij di tanto rilieuo, onde tralascia¬ 
tasene l'essecuzione con dispensa di Papa Martino, ed sanche con de¬ 
roga della Signoria del 1427. si venne ad eseguirsi le volontà loro in 
questo Tempio. Ma per gl'accidenti di sinistra fortuna, dalla quale 
bene spesso s'agitan le cose doue la virtù maggiormente si ristrigne 
non ebbe finimento, restando cosi imperfetto nel modo, che si vede 
stare. Da quelchè v'è di fatto, e dal modello del propio Architetto, 
afittente quiui nella stanza del Camarlingo, si comptende, che douesse 
perfezionato, riuscir d'vna fabbrica bellissima, è di bizzarra inuenzio¬ 
ne, come la chiamò, e con ragione, il Vasari; perche recedutosi dal¬ 
lo stile ordinario, anzi del tutto diferente da quelche s' vsaua in dar 
sesto alle Chiese, e luoghi Sacri, si costitui di forma ottagona, da col¬ 
locarsi in ciaschedun de lati vna Cappella, e che il diametro suo si di¬ 
stendesse 30. braccia, e dal piano alla sommità, che si douea serrare a 
Cupola con Lanterna sopra, si sarebbe alzata fino in 46. Il concetto 
del Granduca Cosimo I. che fu mirabile in tutte le cose, che gli ven¬ 
nero in mente di sſarzo, e bellezza allo Stato suo, voleua (senza de- 
rogare, o portar pregiudizio alla Famiglia degli Scolari, de' quali 
n'erano allora vn ramo in Firenze, vn'altro nella Marca Triuigiana, 
ed altri pur' in Firenze se ne stauano sconosciuti sotto nome di Colom- 
bani, non essendosi scoperti per allora quelli esser veramente descen¬ 
denti da Fiiippo di Francesco del Rosso degli Scolari nobil del Conta¬ 
do tritauo di Verginio padre di Raffaello) introdurui l'Accademia 
del Disegno, che allora fiorendo sotto gl'auspicij d'vn tanto Principe, 
Prometteua, aggrauate le borse de' Professori delle tre nobili Arti 
Pittura, Scultura, ed Architettura, darle finimento, e perfezione, e 
la cosa in vero sarebbe seguita con gran lustro, se non si fosse da le- 
gittime cagioni raffrenata la volontà del Granduca in procurarne l'es- 
secuzione, considerata la pompa delle Pitture collocate a gl'Altari de 
prim Vomini, che ſpinti da zelo d'acquistarsi Palma a concorso, e 
per gara di chi all'arringo, auerebbe cercato modo giugner con ogni 
sforzo d'eſpreſsione alla meta, si ſarebbero veduti in esse miracoli 
dell'arte impressi anche nelle Statue, e cose formate da ripartiruisi 
attorno
	        
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