Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

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Conuento 
che le sien tali lo consente lo Spondano, ma Costantin Belli nel tratta¬ 
to delle Medaglie tradotto dal Pattino, dice in contrario con forti ra- 
gioni, mostrando esser conueniente il credere, che la Moneta con la 
quale se ne riconpensò Giuda del Tradimento, sosse la propria degl' 
Ebrei, quella che si spendeua allora in Gierusalemme, coniata con la 
Verga d'Aron, e Lettere Ebraiche, e nel rouescio il Calice della Man- 
na, e non questa, che si riconosce di Rodi, per auer da vna parte la 
Teſta con raggi di quel Colosso, e dall'altra vna Rosa detta in greco 
Rodion per il nome della Città, e Isola. Clemente VII. proibi con 
censura ! estrar da quella Sagrestia paramenti, argenti, & ogn altra 
coſa di pregio, destinata per vso della Chiesa. Segue la 
20 Cappella de Villani in testa del braccio della Croce, chiamati a 
distinzione d'altri, Stoldi, quali benchè spenti ne corre oggi gran no- 
me, per non esser chi non sappia, o senta ricordare le Storie del Vil¬ 
lani, distese da trè Vomini veridici di quella Casa, in raccontar le co¬ 
se de lor tempi. A pilastri si vede vn Grifone rampante nero in oro, 
con Rastrello rosso a trauerso, e dentellata rossa, attorno allo Scudo, 
che è l'Impresa loro, replicata nella) Tauola dell'-Altare, in cui è la 
Vergine Maria con Santi attorno dipint' in su l'asse all'antica, sopra i 
qualiposa vn Crocifisso di legno, che se que Frati lo leuassero di li de¬ 
cadono dal lascito fatto loro nel 1454. da lacopo Villani, quel che 
pose a piè dell'Altare vn lastrone di marmo, & in esso 1 nomi de 
pred etti Scrittori suoi antenati Zio, e Auo magno, CVIVS, leggesi, 
PATRVVS MAGNVS ET AVVS FLORENTINAE VRBIS GES. 
TASCRIPSERVNT. Gregorio XIII. lo sece perpetuo Altar Pri¬ 
uilegiato, e le parole nel Breue ſi leggono affiſse alla pariete in Tauo- 
la di marmo. 
21 Cappella de Grazi; su già de Euti chiamati del Dellino, qual su 
l'Impreſa deil'Arme loro, Nobili per il godimento del Priorato in 
persona di Buonaiuto, da cni era stata fatta in suffragio dell Anima di 
Niccolò suo padre, di questi non v'è più memoria, perchè spentisi, 
que Padri si compiacquero trasferirla nella predetta Famiglia Grazi, 
in persona di Gio. Francesco Canon. di S. Lorenzo, il quale per alludere 
alla professione di M. Paolo detto il Franzesino suo Fratello Sonator 
di Pifferi, volle, restaurandola di marmi sul disegno del Caualier 
Radi Cortonese, che il Volterrano figurasse nella volta un coro d'An- 
gioli, in atto di sonar vari Strumenti, qual sece con buon atte. Li 
dreto al muro su la nauata, e sotto all Organo, che corrisponde al 
u 
primo torna la 
122. Cappella de Palli, nella quale è vn' Assunta di Cesaro Dandini. 
23. Cappella de Rabatti, la sece Antonio nipote di M. Forese fa- 
moso lurisconsulto, del quale gl'Aui suoi, si dissero de Quattrouenti, 
da
	        
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