Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Origine di Firenze. 
sola detta dallo Ambasciatore Guido del Palagio, stabilisse la 
pace fra essi e quel medesimo Duca, auendo nel contrastarsi il mo- 
do d'assicurarla risposto, la spada sarà quella che la renderà sicura, 
auendo Gio. Galeazzo sperimentato le nostre forze, e noi le sue. 
Ingelositi di Ladislao soccorsero Roma, Furli, e Brescia, op¬ 
preſse da Filippo Maria Duca di Milano, e con tant' altri Principi 
co' quali si collegarono ebbero sempre per Generali i primi Vomini 
d'arme, etiamdio della Regia Stirpe di Napoli, di Francia, di 
Bauiera, e di Aragona. Assistiti da lor sauj scansarono le solleua- 
zioni del Popolo, la tirannide d'vn Duca d'Atene fattosi Signor di 
Firenze, e le congiure tramate da' medesimi Nobili contro al Sena- 
to, non auendo in questo sperimentato men fortuna di quelche aues¬ 
sero altre Signorie libere e particolarmente Venezia, stata anch’ ella 
più volte assalita da' propj Nobili, rimase illesa, mercè, che nell 
vna e nell' altra fece pompa la Giustizia protetta dalla ragione de 
più, e non de' men sauj; gl'èl vero che le cose del Mondo son varie 
e depe l'ono da tanti accidenti, che dificilmente si può far giudizio 
del futuro, mà egli è anche verissimo non potersi gouernar bene i 
Sudditi senza seuerità, da cui depende lo stabilirsi lo Stato con 
sicurezz. 
In considerazione di tutto questo, eminenti furon anche i titoli da¬ 
ti alla Repubblica di Firenze da' Principi, e Signori grandi nelle lor 
Lettere di Leghe, Confederazioni, e Paci contrattate con essa, 
chi d Eccelsa, e di Potentissi na, altri, e fra questi Arrigo Rè d' 
Inghilterra nel 1498. le dette di Sublimità e di Celsitudine, che val- 
se più appresso ad vn dotto de' nostri tempi, di quello d'Altezza, 
in quella guisa paruegli , che l'Illustrissimo si disserenzia dallo Illu- 
stre - Regnum vnum de per se, chiamò l'Angiolo lo Stato di Firenze 
e come tale Ciuitas Flor. omnia babet Regalia, asseri il medesimo; di 
qui è, che Pio V. non dubitò di sublimare il Duca di Fir. e di Siena 
al Granducato di Toscana, non tanto in considerazione dell'accen- 
nata independenza, che de' prederti titoli, leggendosi nella Bolla 
vti Rex, & Magnus Dux, ac Princens, meritò existat, e come tale 
auesse anche l'Abito, lo Scettro, e la Corona Reale, da portarsi 
da tutti i Granduchi successori di. Cosimo I. ne' quali riconobbesi 
riassunta l'antica dignità Reale stata nella Toscana, meritamente 
per la ragione ch’ à l’onorificenza de' titoli, e d’ogn’ altra premi- 
nenza de' Luoghi, di passare etiamdio per vigore di Legge in chi di 
mano in mano iuridicamente li possiede. Il Limneo considerò an¬ 
ch' egli per Reale quella Corona, radiata, e non di foglie, come 
ella s vſa portare da' Duchi, toccata dal Paschalio, cosi nel tratta- 
to de Coronis, Radiatam Coronam, quod sciam vix bodie vsurpat ex¬ 
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