Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Origine di Firenze 
perator non habet in Ciuitate Flor. Iurisditionem contentiosam, vel vo¬ 
luntariam. Lo Abbate Ciuitas Flor. habet tant am autoritatem in terri¬ 
torio suo, quantam habet Imperator in vniuerso Muudo, perchè ri spon¬ 
de Alessandro da Imola Rexpub. Flor. equiparatur Reipub. Romana 
Dello ſtesso tenore son le parole del Castro, Florentini de facto, pro 
vt Rex Franciae, non recognoscunt Imperium, & si vellent possunt de fa¬ 
cto, non servare Leges Imperiales, mediante, repli ca l'Angiolo da 
Perugia fratello di Baldo, ipsi, & Veneti vtuntur Legibus comunibus, 
e come in possesso della libertà praescripserint immunitatem, non reco¬ 
gnostendi Imperium, concludono il Sozzino ed altri, riferiti dal Lu¬ 
po. Bella a questo proposito di liberta pretesa, sù la risposta data 
da Fiorentini ad Enrigo VII. richiesti nel 1310. di assistere alla sua 
incoronazione, e di leuar l'assedio d'Arezzo, dicendo che non a 
uendo lo 'mperatore che far nulla col Fiorentini, non doueua con 
essi vsar termini di autorità assoluta: e se egli per le antiche ragioni 
dello'mperio, pretendeua la Signoria di Toscana, colle medesime 
ragioni, essi domandauano a lui lo' mperio degl' antichi Tirreni lor 
Progenitoli e Padri, padroni dall' vno e dall' altro Mare, non so- 
lamente auanti nascesse Cesare che fondò lo' mperio, ma molto pri- 
ma, che lo 'mperio Romano vsciſse de' termini del suo Contado. 
Quindi è ch'essendo di grandissima stima i Cittadini d'ogni Città 
libera, e per si fatto modo assoluta nel comando, che Baldo in con- 
siderazione de' Fiorentini, disse queste importanti parole, Floren- 
tiae Ciues reliquos Italiae excellere videtur, optimaeque efficitur, quicquid 
viri ipsi fuerint ageressi, ed il Barbosa con maggior espressione Flo¬ 
rentini soli de Jure comuni sunt Nobiles, & non alij. Nacque da que- 
ſto il non tenersi conto de' priuilegj o grazie fatte dagi Imperatori 
in aumento di maggior lustro di nobiltà, credendo vn derogare al- 
la eccellenza della Repubblica, accettate che elle si sussero, mentre 
ella ne poteua conferit loro delle maggiori, cosi dissesi in Senato 
lettouisi il Priuilegio fatto nel 1354. da Carlo IV. a fauore di tutti i 
Gonfalonieri di Giustizia e Priori, di Vicari generali dello 'mperio 
anzi chi vi si trouò presente scriſse, che non su neſsuno che si mo 
ueſse o ne deſse segno di allegrezza, ſtimando disprezzo accalorare 
colla forza altrui la propia eccellenza. 
Da questo zelo adunque di liberta, deriuò il valore dimostrato 
nelle Guerre co' primi Monarchi d' Europa, ch' ebbero alla forza 
vnita la speranza di potere, vinto lo Stato di Firenze, aggiugnere 
alla lor Corona la Toscana. Non è gran fatto, che Gio: Galeazzo 
Visconti, temesse tanto l'autorità e lnome de' Fiorentini, a segno 
ch' e' diceſse darli più ſpauento vna Lettera di Coluccio Salutati lor 
Segretario, che vno esercito di ventimila Caualli, e che vna parola 
sola
	        
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