Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Origine dli Firenze ). 
relazioni certe, di rigettare il detto del Villani che dice non solo, 
Attila Rè degl' Vnni assediasse Firenze, md la destruggesse, sapen- 
dosi molto bene oggi che la bugia à perduto il suo trionso, calcata 
dalle penne di tanti Scrittori veraci, come egli arrestato su lPò da 
S. Leon Papa, non ponesse piede egli e l'esercito suo in Toscana, e 
per conseguenza similmente non fù vero che Carlo Magno la riedifi¬ 
casse, come pure il medesimo asserisce. Può ben essere, anzi il te- 
nemmo per certo, che fatto Imperatore, e riconosciuta la Città 
bene affetta alla Corona di Francia, onorata che l'ebbe di Caualie- 
ri aureati, e di fabbriche sacre, la mantenesse nel suo antico vigo¬ 
re conseguito da' Romani, e sostenuto ne' tempi trascorsi de' Goti 
e Longobardi col valore; al perchè poco dipoi due fra' molti furono 
gl'atti cospicui che ella sece di libera iurisdizione in ampliarsi lo Sta¬ 
to col mero e misto Imperio, che l' vno sù lo smantellar le Castella, 
annichilare e confondere le Signorie de' Cattani della generosa stir- 
pe Longobarda assoluta e libera nel dominio; e l' altro nel disfare 
vna Città forte e potente come sù Fiesole, costrignerne la Nobiltà e 
tutta la gente principale a calare a Firenze, e suddiacere alle sue 
Leggi, l'vno e l'altro come atto d'imperio e di somma autorità, 
vennesi a stabilire vno independente e perfetto gouerno Aristocra¬ 
tico di tre Sangui nobilissimi Fiesolano, Romano, e Longobardo, 
portando vigore alla eccellenza dell' autorità pretesa, che ri- 
ſtretta in vn ſol comando, operò con più sicurezza nelle resoluzioni, 
e a Popoli sottoposti, intimoriti, non cadde in animo cosi facil- 
mente concetto d'alzarsi. 
E benche dipoi l'Aristocrazia vi si cambiasse, venuto il gouer¬ 
no suo sotto al Popolo protetto dalla Chiesa e da Carlo I. Rè di Na¬ 
poli, ſempre vi si riconobbe soſtenuta la libertà, a freno l' ambi- 
zione, vguali e proporzionate le condizioni de Cittadini Magna- 
ti, a quelle degl Vomini di men qualita e senno, tanto ne titoli, 
che ne priuilegj, e in ogn' aîtra coſa ch'auesse potuto dar segno di 
trarsi suori dello Stato Ciuile, atteso chè, nessuna cosa preualendo 
alla ragione d'vn buon gouerno, vniforme fù l'affetto di ciasche- 
duno alla Repubblica, cui mhil disse quel gran Sauio ex omnibus re¬ 
bus humanis praeclarius, aut praestantius, quam de Republica benemere¬ 
ri, a segno che alzataſene la voce, scorsa l' eta, e alla cognizione 
di grauissimi Dottori peruenuta, molte sarebbono state le cose iuri¬ 
diche ch' addur se ne potrebbono della libera autorità di questo pub- 
blico gouerno, seru ranci queste per farla costare. Il Decio segui- 
tato dal Caserto, e dal Restauro, disse, De Jurisditione contentiosa 
clarum est, quod Imperator illam non exercet, net in territorio OD. Flo- 
rentinorum, sive de jure sit, vel de facto, e soggiugne, Cum engo Im- 
perater
	        
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