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STATUE, BUSTI EC.
gliendo con Teseo da Atene , e recatasi colà
insiem con lui da Pitteo, domando Ippolito
che sodisfar volesse sua voglia impudica.
Non acconsentendo il casto giovine alle richieste -
di lei, dicono che essa se ne adontasse, -
e ritornata in Atene accusasse Ippolito -
a Teseo, dicendo ch egli avea attentato
al suo pudore. Teseo rimaso dubbioso su
questa calunnia, chiamò a se il figlio per
farne piato; onde Fedra impaurita dalla discussione -
, s’ appiccò per la gola. Ippolito
guidava il cocchio, quando seppe che gli
era imputata tal colpa. Agitossi egli nell'a
nimo, e per lo suo turbamento mal governando -
i cavalli , questi posti in disordine
si trassero colle briglie il giovinetto, e rotto
il cocchio lui cosi nelle guide avviluppato
trascinarono, sicchè il misero morissi. E
perohè perdette la vita per serbarsi casto
ebbe dai Trezenj onori uguali a quei degli -
Dei. Fin qui Diodoro; alle cui parole
la tradizione vuolsi aggiugnere, che rispetto
allo stesso Ippolito serbavano i Trezenj, giusta -
la testimonianza di Pausania (5). Essendo -
Teseo per isposar Fedra, non volendo,
se da lei gli nascevan figli, che nè ad essi
(3) Lib. 1. p. 38. sqq. Lib. 2. p. 145. sqq.
ed Han.