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tro portici grandissimi, sicchè per lunghezza -
il Palazzo venne ad avere lar
ghezza doppia. Ogni Torre havea ſtanze
bellissime, ed agiatissime, sopra e sotto
e si passava da una all'altra di esse per
mezzo di que portici aperti . Si ascendea
nel Cortile di mezzo con alquanti, ma
pochi giardini, e si andava ad un fonte
e ad una peschiera d'acqua; quivi di ogni
intorno sorgendo dal pavimento vene, e
zampilli d'acqua, per mezzo d’ infinite
fistolette collocale con arte, in un subito
per diritto, e per traverso bagnavano assai -
bene i riguardanti.
Oltre alle cose dette , furonvi anche
nella strada pubblica molte vaghe, e dilettevoli -
fontane, ornate di maimi, e
conchiglie marine, le quali tutte scaturivano -
acqua in abbondanza, fatte per comodità, -
e ricreazione de' Cittadini; ma
in oggi tutto è in rovina, ed è tutt'altro
quanto dicemmo. Quivi d' intorno sono
altri vaghi, e nobili giardini colmi di
tante delizie, che quanto finsero 1 Poeti,
qui pare superato dan'arte.
Poco discosto da questi ameni luoghi è
il fiume Rubeolo il quale nasce da varie
sorgive tra queste pianure, e se ne forma -
un competente corpo fluente; il quale -
dopo aver animato più mulini; sen
passa unito ad altro corpo d'acqua sotto
del famoso Ponte della Maddalena,
ed
dalla
ivi sbocca in mare 200 passi lungi
Ha
Città.